Crisi d’Abruzzo: al “Messaggero” e al “Tempo” partono i licenziamenti

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Un licenziamento, apparentemente immotivato, squarcia il velo di reticenza ed ipocrisia che avvolge l’ennesima conferma della crisi dei quotidiani. Secondo voci sempre più insistenti e indiscrezioni di ambienti sindacali, gli editori del “Messaggero” Francesco Gaetano Caltagirone e del “Tempo” Domenico Bonifaci, stanno chiudendo le redazioni dei due giornali. Nella regione, sembra destinato a sopravvivere solamente “Il Centro” della catena Finegil-De Benedetti.

A far accendere i riflettori sulla crisi abruzzese è stata la lettera accorata del giornalista Antonello Antonelli , che ha espresso tutto il suo rammarico per l’allontanamento dalla redazione de “Il Tempo”, tramite un semplice foglio precompilato, a cui hanno aggiunto soltanto il suo nome.

“Il 31 ottobre prossimo si interromperà il mio rapporto con questa testata”, scrive Antonelli. “Un rapporto iniziato nel 1992, quando a 17 anni ho iniziato a scrivere i pezzi delle partite del Miglianico Calcio… Nel 1993 il mio primo contratto di collaborazione coordinata e continuativa e le mie prime piccole soddisfazioni. Per me ‘il Tempo’ non è quello di questa lettera asettica, modellino precompilato ed inviato a tutti i collaboratori. Non può essere questo. Che fine faranno i tanti colleghi che hanno lavorato per tanto tempo e con tanta passione?

La cosa preoccupante e reale è che il caso di Antonello Antonelli sembra appunto destinato a non restare isolato. E adesso, nella redazione abruzzese del “Tempo” del “Messaggero”, sono in tanti a tremare.

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