La “fiamma gialla”: Rolex? Solo se è Daytona

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Verifiche compiacenti in cambio di viaggi, Rolex (ma solo se è Daytona) e, addirittura, qualche posto di lavoro: storie di corruzione stanno travolgendo la Guardia di Finanza.

Chi controlla i controllori? La celebre sentenza di Giovenale, in questo caso potrebbe essere riadattata in “chi guarda la Guardia di Finanza?” o peggio ancora “chi finanzia i finanzieri?”. I destinatari dell’ordinanza del Gip di Napoli, infatti, sono gli ufficiali della Guardia di Finanza Fabrizio Giaccone e Fabio Massimo Mendella, per i quali è stata disposta la custodia cautelare.

Giaccone, ex comandante del Nucleo di Polizia tributaria di Torre Annunziata e dell’aeroporto di Fiumicino, è stato accusato dal procuratore aggiunto di Napoli Vincenzo Piscitelli e dai sostituti procuratori John Henry Woodcock e Celeste Carrano di essersi fatto corrompere dall’imprenditore Nazario Matachione.

Come ogni gioco di squadra che si rispetti, oggetto dei favori di Matachione è risultato anche l’altro finanziere, Mendella, fino al 2010 responsabile del settore verifiche fiscali presso il Nucleo di Polizia tributaria di Napoli e arrestato a giugno per aver aiutato altri imprenditori di fuggire ai controlli del fisco.

Le indagini, come riferisce il Corriere della Sera, sono partite da una “soffiata” ricevuta dai Carabinieri sui rapporti tra Giacone e l’imprenditore. Le perquisizioni in casa di Matachione hanno portato al rinvenimento di ricevute di viaggi e di spese effettuate con carte di credito. Il legame tra Matachione, proprietario di numerose farmacie e immobili in Italia e all’estero, è talmente forte che l’ufficiale della Finanza è stato chiamato a battezzare la figlia di Matachione.

Non solo: l’amicizia è sacra per questo Mendella, venuto a sapere delle ispezioni che avrebbero raggiunto le società di Matachione, lo rassicura sul fatto che i controlli si sarebbero risolti in una messinscena. A recitare la parte del controllore nella sceneggiata delle verifiche sarà proprio Giaccone.

“Niente per niente” regola sacra per questi due ufficiali: così Giaccone chiede come presente un bell’orologio. Un Rolex dovrebbe andare bene, certo, ma non un Rolex qualsiasi. Giaccone è esigente, si vuole trattare bene, per questo rispedisce indietro il primo orologio offerto, un troppo semplice Rolex, pretendendo un “Daytona”. Oltre all’orologio di lusso, il militare è accusato di aver goduto di un volo Roma-New York nell’ottobre 2010 per il valore di 9.400 euro assieme al soggiorno dal costo di oltre 10 mila euro. Poi ancora un altro viaggio, stavolta a Parigi: 20 mila euro. Mendella, invece, si sarebbe accontentato di far assumere la moglie. Un lavoro molto particolare: essere retribuita senza svolgere alcuna prestazione professionale, ovviamente presso una delle farmacie di Matachione. L’imprenditore non si fa problemi: anche per sfuggire ai controlli dell’aeroporto di Fiumicino e viaggiare continuamente in Brasile sarebbe disposto a pagare qualsiasi cifra o offrire qualsiasi regalo.

“Lui va in Brasile dove lo zio ha una fazenda: non so cosa trasportasse, se denaro o altro” il dubbio che avanza la moglie di Matachione non è certo da sottovalutare. E richiama immediatamente l’altro caso, quello della “dama bianca” Federica Gagliardi, fermata a Fiumicino con 20 kg di cocaina. Il fermo della ragazza impedì di scoprire chi fossero i destinatari dell’enorme quantitativo di droga.

Vacanze in famiglia, Rolex Daytona, far lavorare la propria moglie: ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto c’è sempre la cara e vecchia mazzetta.

 

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