Nozze gay: il “bandito” Marino sfida la legge

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È scontro aperto tra il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e il prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro. Oggetto del contendere è la trascrizione delle nozze gay che alcune coppie omosessuali hanno celebrato all’estero.

Pecoraro ha annunciato tali trascrizioni; Marino, invece, i matrimoni omosessuali li vuole registrare a tutti i costi e lo ha comunicato lanciando l’appuntamento per la trascrizione: “Ci vediamo sabato mattina in Campidoglio”, cioè domani.

C’è attesa dunque per il grande giorno, quello in cui il sindaco di Roma, nonostante l’altolà del Prefetto, trascriverà i matrimoni omosessuali. Quando vuole, Marino, sa farsi rispettare. Altro che il pauroso amministratore che ha timore di assumere le sostanze stupefacenti da cui è fortemente attratto. Via le vesti dell’insicuro, Marino sta dimostrando tenace ostinazione nel proseguire sulla strada della trascrizione delle coppie omosessuali.

La stessa caparbietà con cui, senza alcun scrupolo, ha stracciato l’esenzione dal pagamento della retta dell’asilo nido per il terzo figlio grazie a una delibera approvata a luglio, quando tutti erano al mare.

Poco importa se Pecoraro si limita a far rispettare la legge italiana, su indicazione del capo del Viminale, Angelino Alfano. Nelle scorse settimane, infatti, il ministro all’Interno ha invitato ad annullare tutte le trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrate all’estero. Questo, Alfano, non lo ha certo stabilito per un sentimento di odio verso i gay, ma per il rispetto della legge, che Marino con questa sua caparbietà sta dimostrando di voler violare.

È stato lo stesso ex presidente della Consulta, Cesare Mirabelli, a spiegare nei giorni scorsi come la competenza in materia di matrimonio spetti allo Stato, mentre ai sindaci è solo decentrato il compito amministrativo di trascriverle. Ma soprattutto, Mirabelli osserva che “gli atti stranieri in contrasto con la normativa nazionale – proprio come le nozze gay – non possono essere recepiti, per motivi di ordine pubblico, quando si pongono in contrasto coi valori fondamentali del nostro ordinamento”. Di qui la necessità di una legge.

Quindi, in questo caso, Marino può fare ben poco. Anzi, nulla. Mirabelli, professore di diritto ecclesiastico, ha inoltre definito “una fuga in avanti” l’atteggiamento di numerosi amministratori di comuni dal momento che, appunto, la materia deve essere regolata dalla legge.

Niente da fare: Marino promette battaglia contro Pecoraro. Contro la legge. E riscuote immediato successo: il suo omologo imitatore, Esterino Montino, ha deciso anche lui di trascrivere le nozze gay al Comune di Fiuicino.

Per domani, in Campidoglio, sono annunciate proteste verso l’atteggiamento del sindaco da parte di varie associazioni. I romani sarebbero orgogliosi di un sindaco che infrange la legge per dare casa alle famiglie in mezzo a una strada, a chi è costretto a vivere in macchina; oppure un sindaco che trasgredisce per garantire un posto all’asilo, magari anche gratis, ai piccoli figli delle giovani coppie.

E invece no: Marino si atteggia a fuorilegge solo per registrare i matrimoni omosessuali.

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