CdA Rai: domani processo a Piscopo per la pubblicità

Rai pubblicità Piscopo
Foto Olycom

E finalmente venne il giorno della verità sui conti della concessionaria. Per domani, il Consiglio d’Amministrazione ha convocato in viale Mazzini Fabrizio Piscopo, l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, il principale responsabile del disastro (l’altro è il dg Luigi Gubitosi che l’ha scelto e protetto) nella raccolta dell’ex-SIPRA.

Sono previste anche le audizioni dei vertici di Rai Way (alla vigilia dell’avventura in Borsa) e di Rai Com (per la quale vanno ben definiti i confini della “mission”), ma è chiaro che l’attenzione dei consiglieri sarà soprattutto dedicata ai dati che verranno forniti da Piscopo per giustificare la “debacle” di una concessionaria che in due anni ha perso il 30% della raccolta pubblicitaria. Il “genio” uscirà dalla lampada?

Non si sa nulla della linea difensiva concordata tra dg Rai e ad di via degli Scialoja. Pare comunque che Gubitosi sia ora abbastanza incline a non nascondere più le dimensioni del “buco”, mentre Piscopo preferirebbe continuare ad essere reticente, confidando -un po’ come Hitler con le V1 e le V2- nell’arrivo di “armi segrete” in grado di capovolgere la situazione entro novembre e dicembre.

La speranza dell’azienda, seriamente preoccupata delle conseguenze sia del prelievo forzoso dei 150 milioni da parte del governo che, appunto, dei tragici risultati della concessionaria, è che questa volta il “processo” sia una ricerca della verità autentica, senza dare modo a Piscopo di raccontare le bugie con cui ha fatto camminare il treno di Rai Pubblicità fino ad oggi. I dati più recenti dell’ex-SIPRA, sono lì a dimostrarlo.

Vediamo i più significativi. Dopo il -12% fatto registrare ad ottobre, Rai Pubblicità è già a -4% come previsione di fine 2014.  Il che significa che per la prima volta nella sua storia, la concessionaria si avvia a fa registrare una chiusura negativa in un anno pari, cioè in uno di quegli anni in cui la raccolta può contare sull’entrata straordinaria dei grandi eventi sportivi (mondiali ed europei di calcio, Olimpiadi). Non era mai accaduto. Ci voleva l’arrivo del “genio della lampada” per raggiungere questo tragico traguardo. E i famosi 76 milioni extra per il Brasile? Polverizzati per cercare di rimpannucciare gli esiti dei demenziali sconti del 90% (con punte addirittura del 98).

Cosa significa, in soldoni, il -4% (ammesso e non concesso che si fermi lì)? Molto semplice: dai 597  del 2013, si passerebbe ad un introito netto per Rai di soli 570/575 milioni di euro. E non è neppure finita, perché gli analisti, dopo l’ennesimo disastro fatto registrare dalla raccolta nelle prime due settimane di novembre, già prevedono che Rai Pubblicità si attesterà ad una quota ancora inferiore, più vicina ai 560 che ai 570 milioni.

Nel CdA Rai siedono, oltre ai consiglieri di nomina politica, sia un rappresentante del ministero dell’Economia, che un magistrato-osservatore della Corte dei Conti. In viale Mazzini, sono  in tanti a chiedersi se tutti insieme (o anche separati) sapranno finalmente aprire gli occhi e mettere con le spalle al muro un manager come Piscopo e un Lord Protettore come Gubitosi. Basta aspettare domani.

 

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