Carceri italiane: non è cambiato assolutamente nulla

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Torna alla ribalta il problema relativo alle carceri italiane. D’altronde, quando una questione non viene risolta ma soltanto rimandata, prima o poi riesce fuori. I radicali, da sempre vicini ai diritti dei detenuti, sono partiti nuovamente all’attacco ed hanno evidenziato l’inutilità e l’inefficienza delle riforme attuate fin qui.

La situazione delle nostre patrie galere rimane drammatica. “ È vero che il numero dei galeotti è diminuito con lo svuota carceri, ma le condizioni delle celle continuano ad essere infami”, ha dichiarato Rita Bernardini, segretaria dei Radicali italiani. “La giustizia italiana è allo sbaraglio e va riformata attraverso un provvedimento di amnistia e indulto”.

Tutti i piccolissimi passi in avanti,  a questo punto serviti al ministro Orlanda per evitare condanne pesanti da parte della Corte di Strasburgo, si stanno rivelando vani. Il problema del sovraffollamento, poi, non è stato assolutamente risolto. “I detenuti presenti nelle nostre galere sono attualmente 55 mila ed i posti regolamentati soltanto 49.000”, ha proseguito la Bernardini. “E da questi posti ne vanno tolti circa 6 mila, perché alcune sezioni sono chiuse. Dunque il sovraffollamento è ancora più evidente”.

Poi ci sono le disastrose condizioni delle strutture igienico-sanitarie, i detenuti che vengono abbandonati a se stessi, che muoiono, che si suicidano. Per non parlare del carcere preventivo: molte volte, dopo il processo, un “galeotto” viene giudicato innocente senza nemmeno essere risarcito.

Un quadro desolante destinato a peggiorare ulteriormente. “Solo nel 2014 ci sono stati 38 i detenuti che si sono tolti la vita, 80 quelli che invece sono deceduti per malattia. Siamo sommersi da segnalazioni di persone che non vengono curate”.

La “grazia” dell’Europa, quindi non è servita a nulla. Ha solamente rimandato il problema di qualche mese. Cosa succederà adesso?

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