Sport e politica, discriminazione su un campo di rugby

A seguito del caso mediatico che ne è scaturito, rendiamo noto che un nostro redattore è stato il protagonista dell’episodio di intolleranza politica che ha fatto annullareuna partita di rugby. Domenica scorsa doveva giocarsi l’incontro valido per la serie C laziale tra All Reds e Corsari. I padroni di casa hanno il proprio campo all’interno dell’ex canile comunale a Ponte Marconi, da tempo abbandonato e occupato dal centro sociale Acrobax.

Luca Cirimbilla, tallonatore della squadra dei Corsari e militante del centro sociale “non conforme” Foro 753, è stato riconosciuto all’esterno della struttura e gli è stato impedito di entrare. “Gli altri Corsari sì, possono entrare. Lui no”. La risposta della squadra ospite non si è fatta attendere: “O entra Cirimbilla o non entra nessuno”. E così si è deciso di aspettare l’arrivo dell’arbitro che ha preso nota dell’accaduto nel referto che ha consegnato al Comitato regionale. Proprio il Comitato dovrà stabilire se sanzionare la squadra degli All Reds, protagonista di un episodio che non si è mai verificato prima d’ora nel rugby, come in nessun altro sport. Luca Cirimbilla ha assicurato che domenica si era recato ad Acrobax esclusivamente per giocare a rugby: “In dieci anni ho giocato assieme a tantissimi ragazzi, di nazionalità, religioni e colore della pelle diverso dalla mia. Sono nate sempre grandi amicizie e c’è stato rispetto con tutti. È evidente che chi usufruisce degli impianti all’interno dell’ex cinodromo con il rugby ha poco a che fare”. Tra i compagni di squadra che domenica hanno scelto di schierarsi con lui, assicura Cirimbilla, ci sono ragazzi anche di sinistra.

Proprio sull’impianto si sta aprendo una questione delicata. Come possono la Federazione Italiana Rugby e il Comitato regionale consentire di praticare un’attività sportiva come il rugby, con tutti i suoi pericoli, all’interno di un’occupazione illegale e abusiva? In un momento in cui molte società sportive, in particolare quelle rugbistiche, faticano a trovare spazi per svolgere la propria attività, risulta poco opportuno l’assegnazione a una polisportiva che si permette di operare una selezione all’ingresso. Basata sulla discriminazione politica, appunto.

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