Il Cinema America, un gioiello architettonico a rischio

Cinema America

Il dubbio amletico che si pone di fronte al destino della sala cinematografica posta da 60 anni nel cuore di Trastevere, e cioè demolire o ristrutturare, per il momento non si pone.
Più di un anno fa il Cinema America è stato infatti occupato nell’intento di strapparlo alla speculazione edilizia, che lo avrebbe voluto radere al suolo per l’edificazione di un prestigioso edificio con due piani di parcheggio interrato ed una galleria d’arte a livello stradale.
Non si parla di un cinemino qualunque. Progettato negli anni ’50 dall’architetto Angelo Di Castro, che tenne conto dei criteri per conferire un’ottimale acustica e visibilità agli spettatori, la sala è stata dotata di un tetto apribile per il ricambio dell’aria, soprattutto nelle afose sere d’estate. Caduto progressivamente in disuso nel corso degli ultimi anni, è stato acquistato da una società immobiliare che ha piani ben precisi. Progetti sconvolti dall’occupazione, che nemmeno la presunta inagibilità (smentita da un sopralluogo dei Vigili del Fuoco) ha interrotto.
L’assordante silenzio proveniente dal mondo politico (gli occupanti stessi, dal canto loro, si rifiutano di interloquire con l’Assessore del Comune di Roma Flavia Barca), ha prodotto una fase di stallo. Un blocco rimosso dal governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, estensore di una lettera indirizzata al Ministero dei beni culturali, e finalizzata a dichiarare il Cinema America un bene d’interesse culturale.
Per il momento nella sala si proiettano le partite della Roma ed i film commentati dai registi che li hanno diretti, artisti che hanno a cuore le sorti della storica struttura.

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