Attentato a impiegato Rai: la pista è uno scambio di persona

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L’ipotesi più probabile per l’attentato dinamitardo contro l’abitazione di un impiegato Rai, al Fleming, sembra essere quella di un caso di omonimia e quindi di scambio di persona.

Venerdì  notte un rudimentale ordigno esplosivo ha fatto saltare la porta d’ingresso della mansarda in ViA Achille Loria 8, in cui abita Marco Piazza, 46 anni, impiegato addetto al palinsesto di Raiuno. L’attentato, apparentemente inspiegabile dal momento che Piazza si occupa solo di pratiche amministrative, potrebbe essere però frutto di uno scambio di persona.

Alla Rai e più precisamente alla trasmissione di Rai Tre “Presa diretta”, collabora un giornalista che si chiama anche lui Marco Piazza. Già all’ufficio stampa della fondazione “Theleton”, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo, Piazza collabora come autore ed inchiestista con Riccardo Iacona, nel gennaio scorso ha firmato una delicata inchiesta sul metodo Stamina (clicca sul link) e ha collaborato ad altre indagini giornalistiche sulle problematiche farmaceutiche (clicca sul link). Entrambe le trasmissioni suscitarono  molte polemiche e furono in parecchi ad esporsi tra i familiari dei  malati che non potevano più usufruire della discussa terapia. Il che non vuol dire che tutti coloro che protestarono possano ora essere considerati sospettabili di attentato. Ma che ci possa essere stato qualche pazzo disperato è un’eventualità che gli investigatori non si sentono di escludere a priori

Ecco perché, al momento, gli inquirenti sembrano più orientati a seguire la pista del Marco Piazza giornalista rispetto a quella dell’omonimo tranquillo impiegato di Raiuno.

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