Dalla figlia del ministro Dc all’erede del Direttore RCS

Ma non mancano quelli dell’ex Dg Bernabei e del vice Milano. E poi mogli, mariti e anche qualche nipote. Tutto, naturalmente, all’insegna solo del merito e della capacità.

Il produttore de “I Raccomandati” è stato messo fuori dall’azienda, senza troppi complimenti. Aveva osato denunciare la richiesta di tangenti, configurando un sistema opaco di “figli e figliastri”, ma anche di mariti e mogli, che non poteva essere tollerato. Perché i “raccomandati” e i “figli di” che occupano i posti-chiave della Rai, dovevano poter continuare a fare i propri comodi senza essere disturbati. Sotto l’occhio benevolo e complice di Luigi Gubitosi, il “grande moralizzatore”.

Il caso di Rai Fiction è emblematico. Per guidarla, il dg ha scelto subito Eleonora Andreatta, detta Tinni, figlia dell’ex-ministro democristiano Beniamino e sorella di Filippo, l’economista che è tra gli amici più cari di Enrico Letta. Che difatti, al momento della promozione, era casualmente Presidente del Consiglio. E per renderla ancora più forte, Gubitosi completò l’opera mettendole a fianco, come vice, Luca Milano, figlio a sua volte di Emanuele Milano, storico vice-direttore generale di viale Mazzini, sempre in quota sinistra dc. Vertice sistemato.

Ora, dopo esserci occupati di chi ha il potere decisionale alla fiction, sarà il caso di ricordare anche che si tratta della direzione più ricca dell’azienda, con un budget che, per quanto ridotto in tempi di crisi, raggiunge pur sempre quota 200 milioni di euro. Sicuramente suddivisi secondo rigidi criteri di merito ? Macchè, siete proprio dei poveri illusi.

Prendiamo per esempio l’ultimo piano fiction approvato dal CdA. Indovinate chi sono i due produttori che si pappano da soli quasi il 30 per cento dei finanziamenti a disposizione ? Due nomi a caso: la Lux di Matilde e Luca Bernabei, figli dell’onnipotente e mitico ex-direttore generale Ettore e la Fremantle Media Italia di Lorenzo Mieli, figlio dell’altrettanto onnipotente ex-direttore del “Corriere della Sera”, ideatore e conduttore di programmi storici su Rai Tre e Presidente della Rizzoli Libri, Paolo. E compagno di Clementina Cordero di Montezemolo, a sua volta figlia del Presidente della Ferrari, Luca. Semplici coincidenze ? Potrebbe anche darsi, ma allora qualcuno dovrebbe spiegarci come mai al centro di queste combinazioni fortunate ci siano sempre i “figli di”.

La Lux si è aggiudicata 10 pezzi per “Ad un passo dal cielo 3” e altrettanti per “Che Dio ci aiuti 3”, più altri 4 per la nuova serie “I medici”. Totale: 30,6 milioni: da leccarsi i baffi. Ora, però, c’è un piccolo problema con Terence Hill. Perché il bravissimo protagonista della prima serie vorrebbe interpretare solo quattro degli episodi di “Ad un passo dal cielo 3”. Solo un tira e molla sui compensi ? Altri impegni lavorativi più graditi? Non si sa. Ma di una cosa potete stare certi: se anche la vicenda non dovesse rientrare, la Lux non si vedrà in alcun modo tagliare quanto concordato con Rai Fiction.

Ma se i fratelli Bernabei vanno almeno considerati tra i produttori storici del settore ed hanno raggiunto un consolidato standard qualitativo, la Fremantle di Lorenzo Mieli è poco più di una “new entry” nel campo della fiction. Perchè le sue qualità le ha dimostrate soprattutto in altri campi dell’intrattenimento. Invece, dopo aver ereditato da Grundy i diritti per l’immarcescibile format australiano di “Un posto al sole” (diciannovesima serie, 250 puntate da 27 minuti ciascuna, per oltre 13 milioni), si è aggiudicata anche ben 12 pezzi per la nuova serie “Delitti in famiglia” (ulteriori 7,8 milioni).

Parlando dell’intreccio dei “figli di” che guidano la fiction e dei loro omologhi in campo produttivo, non si può neppure dimenticare che al terzo posto della seconda categoria figura la Publispei del compianto Carlo Bixio, ora “ereditata” dalla figlia Verdiana, che non ha certo le qualità del padre ma che continua ugualmente a portare a casa l’ulteriore serie di “Un medico in famiglia” (12,8 milioni).

Ma la scoperta più interessante, per avvalorare i sospetti sulle possibili violazioni dei principi deontologici che lasciano del tutto indifferente il direttore generale Gubitosi, viene dal gradino subito sotto l’accoppiata Andreatta-Milano e l’elenco dei fornitori di fiction più considerati. Si dà il caso, infatti, che la direttrice artistica della Rodeo Media Drive, Francesca Di Donna, che si è aggiudicata 6 pezzi della serie “La catturandi”, sia anche la moglie di un altro vice-direttore di Rai Fiction, Francesco Nardella. Voi che dite: scelta eseguita solo secondo rigidi parametri qualitativi, oppure magari c’è scappato un occhio di riguardo per l’amico-collega ?

E per finire, poteva mancare un pizzico di Quirinale? Non poteva. Perché le malelingue di viale Mazzini sottolineano la coincidenza che nella Casanova di Luca Barbareschi lavori come sceneggiatrice Silvia Napolitano, nipote del Capo dello Stato. Insinuando insomma che soltanto per merito suo l’ex-deputato di AN-PdL-FLI sarebbe riuscito a rientrare nel “giro” dopo le turbolenti performance degli anni scorsi.

Questo è il meraviglioso mondo della fiction Rai, dove “figli di” , “mariti e mogli di” e “nipoti di” pascolano felici e contenti. E non è certo l’unico settore dell’azienda dove si affollano i beneficiati dagli illustri natali. Basta leggere i nomi degli altri nella pagina qui accanto.

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