Serie A, bilancio dopo un quarto di campionato

tare

Dieci giornate di Serie A si sono appena concluse, poco più di un quarto di campionato e non stanno mancando le sorprese. L’ultimo turno ha consolidato il primato della Juventus, che continua ormai da oltre tre anni e ha fatto registrare il crollo improvviso della Roma nel big match contro il Napoli. La Lazio sale al terzo posto e si candida per un posto in Champions League dopo la vittoria contro il Cagliari di Zeman. Molti meriti della rinascita biancoceleste sono del tecnico Pioli. Ennesima occasione persa per le milanesi, entrambe malamente battute. L’Inter ha perso a Parma, che veniva da sei sconfitte consecutive; il Milan è stato surclassato dal Palermo di Iachini che ha dominato per tutti i 90 minuti il match del San Siro. Piovono le critiche sui nerazzurri, con Mazzarri primo indiziato e sui rossoneri, anche se, al momento, Pippo Inzaghi non si tocca.

La più bella sorpresa di questo inizio di campionato è, senza dubbio, la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, terza a 19 punti che domenica ha vinto l’importante partita contro la Fiorentina (3-1). La “favola” Udinese sta lentamente finendo e Stramaccioni dovrà lavorare duramente per far rialzare la testa ai suoi. In coda c’è il Chievo che ha esonerato Corini per prendere Maran, ma che non riesce a risalire la china. Risalgono, dopo i successi dell’ultimo turno, Parma e Palermo. Continua il momento positivo del Genoa di Gasperini.

Juventus I bianconeri sono ancora la squadra da battere. La più forte, nonostante le critiche che stanno piovendo addosso ad Allegri. Dalle parti di Torino non aspettavano altro che la “Vecchia Signora” avesse una battuta d’arresto per poter puntare il dito contro il tecnico livornese e per rimpiangere Antonio Conte. Così è stato: dopo il Ko di Genova la stampa si è scatenata contro il “povero Max”. Polemiche rese ancora più forti dal cammino altalenante della Juve in Champions, in un girone tutt’altro che di ferro. Ma la Juventus è ripartita subito alla grande. Prima il successo, sofferto ma convincente, in campionato ad Empoli, poi la vittoria in Europa contro l’Olympiakos. I bianconeri sono fortissimi, forse più della scorsa stagione con gli innesti di Morata ed Evra, ma hanno sicuramente perso un po’ in carattere e determinazione. Quei due ingredienti che Conte sapeva trasmette alla sua squadra. Allegri lo sa e non può più commettere errori.

Roma Quello dei giallorossi è probabilmente il primo, vero, periodo di crisi dell’era Garcia. Sono loro gli antagonisti della Juventus, anche se, vista la partita disastrosa di Napoli, non si direbbe. Il team capitolino è stato preso letteralmente a pallonate dagli azzurri di Benitez. Il match è finito “solamente” 2-0, ma il passivo poteva essere tranquillamente molto più pesante. La squadra è stanca, il centrocampo sta calando il suo rendimento (Nainggolan su tutti) e la difesa, priva ancora di Castan, è molto più vulnerabile rispetto all’anno passato. E, certamente, Manolas non è Benatia. La storica batosta rimediata in Champions contro il Bayern Monaco (1-7) ha lasciato il segno. Garcia deve assolutamente cambiare qualcosa, altrimenti la Juventus potrebbe diventare irraggiungibile. Totti gioca quasi sempre, togliendo spazio a Destro, che in questo momento della stagione sembra il più in forma della Roma.

Lazio Lassù, a tre punti dai “cugini” giallorossi, ci sono i biancocelesti. Dopo un avvio sfortunato, che però aveva evidenziato chiaramente la crescita dal punto di vista del gioco della squadra capitolina, sono arrivate 5 vittorie ed un pareggio. Terzo posto in classifica, insieme alla Samp, e migliore attacco del torneo con 20 reti realizzate. La Lazio di Pioli è una delle più belle realtà del campionato. E dopo la vittoria sul Cagliari il prossimo scoglio sarà quello di Empoli. Un esame fondamentale per continuare a coltivare i sogni europei del club romano. Il gioco e la compattezza tra i reparti sono stati, fin qui, tra i migliori della Serie A. La Roma dista soltanto tre punti e ora i biancocelesti iniziano a farci più di un pensierino. I tifosi stanno tornando allo stadio a riempire le gradinate dell’Olimpico, anche se non si placa la contestazione nei confronti del presidente Lotito. Tifare e contestare si sta rivelando la scelta più  giusta e la Curva Nord ha deciso di star vicino ai propri giocatori.

Sampdoria Avere un allenatore come Mihajlovic deve, per forza di cose, dare una marcia in più ai giocatori. E lo sanno bene a Genova, dove la Sampdoria continua a vincere e a convincere. Il tecnico serbo ha portato mentalità e concretezza, ma nessuno si aspettava un inizio così spumeggiante da parte dei blucerchiati. Tutti, tranne Sinisa, che già in preparazione aveva ammesso, con spavalderia, di puntare diritto all’Europa. Adesso, bisognerà vedere quale, se quella che conta o, cosa più probabile, Europa League. La Samp, però, non ha nessuna intenzione di fermarsi e il folcloristico presidente Ferrero vuole continuare a deliziare tutti con i suoi balletti post vittoria.

Napoli La squadra partenopea si sta riprendendo dopo un avvio di torneo disastroso. Prima l’eliminazione in Champions perdendo i preliminari contro il Bilbao, poi le sconfitte rimediate in campionato. Adesso però, finalmente, Benitez sembra aver trovato la quadratura giusta. La vittoria contro la Roma ha ridato entusiasmo e, soprattutto, ha portato il Napoli al quarto posto in classifica, con 18 punti conquistati. Ora bisognerà vedere se gli azzurri riusciranno a trovare la continuità giusta. Dal centrocampo in sù la formazione è tra le più forti della Serie A, il problema rimane la difesa, anche se Koulibaly, piano piano, sta diventando un punto fermo nell’undici titolare.

Inter I tifosi sono stanchi e chiedono la testa di Mazzarri. L’Inter proprio non convince e la sconfitta rimediata a Parma ha riaperto la spaccatura tra l’allenatore e il pubblico interista. La compagine milanese gioca malissimo, nonostante abbia giocatori importanti, come Palacio, Icardi, Kovacic ed Hernanes. Nelle ultime tre partite sono arrivate due striminzite vittorie (entrambe per 1-0 ed entrambe su calcio di rigore) e, appunto, lo stop del Tardini. La sensazione è che ormai Mazzarri abbia fatto il tempo suo e lavorare in un ambiente ostile sta diventando sempre più difficile. Il problema però è che, un eventuale esonero, graverebbe di molto sul portafoglio di Thoir visto che l’ingaggio dell’ex allenatore è molto elevato.

Milan Stessa situazione la stanno vivendo nell’altro sponda di Milano. Risultati altalenanti e gioco che ancora non convince. L’idolo della tifoseria Inzaghi non è in discussione e lo ha ribadito anche Berlusconi. Vedere i rossoneri domenica sera, presi a pallonate dal Palermo, ha certamente dimostrato i limiti dei rossoneri. Manca il bomber che butti la palla dentro, Torres sembra ormai lontanano parente di quello ammirato ai tempi di Liverpool e la difesa fa acqua da tutte le parti. Contro i rosanero è stata davvero imbarazzante. Impossibile stabilire quali siano i reali obiettivi del “Diavolo”, ma, almeno al momento, il Milan stenta e continua a non convincere.

 

Articoli correlati

*

Top