Sulle nomine degli enti Renzi si gioca il futuro

Mancano pochi giorni, una decina al massimo. Perché entro il 12 Aprile le liste con i nomi dei futuri amministratori dei grandi enti controllati dallo Stato, dovranno essere pronte e depositate. E ci si augura che non si arrivi proprio all’ultimo giorno utile, secondo le peggiori abitudini.

Per il momento, Renzi e Padoan marciano d’amore e d’accordo. La lettera-diktat che contiene i nuovi limiti per i rinnovi, l’hanno concordata insieme senza troppe difficoltà. Quindi, grazie e tanti saluti a Paolo Scaroni, Fulvio Conti (azzoppati anche dai pesanti carichi pendenti), Massimo Sarmi (che spera anche lui di essere “ripescato” come Presidente) e Flavio Cattaneo (in corsa però per altri importanti incarichi, forse come ad dell’ENEL o di TELECOM). A loro, si dovrebbe aggiungere anche Mauro Moretti, il numero uno di Ferrovie che –dopo la delusione per non essere diventato Ministro-  ha dato di matto contestando il diritto del governo a “tagliare” i suoi miseri 873mila euro annui. Un atto di ribellione che, oltre a scatenare un’ondata di proteste a livello popolare, ha definitivamente convinto il premier ed il ministro dell’Economia della necessità di fare sì piazza pulita, ma anche di procedere contestualmente al ridimensionamento della retribuzioni dei top manager.

Più difficile, invece, prevedere chi saranno i successori di Scaroni & Co. Sui nomi, infatti, Renzi e Padoan sembra abbiano pareri discordanti. E se il premier è deciso a vincere eventuali duelli sui nomi, il ministro dell’Economia (che si è dotato di una struttura molto lettiana) sa di poter contare sull’appoggio dei vertici della Cassa Depositi e Prestiti e soprattutto del Quirinale. Il “braccio di ferro”, insomma, sembra garantito.

In attesa di vedere su quali nomi finiranno per puntare Renzi e Padoan, c’è da registrare che il “repulisti” potrebbe coinvolgere perfino l’ex-direttore generale della Rai Mauro Masi. La sua “performance” al vertice della CONSAP è stato giudicato insoddisfacente per un secondo mandato. E pensare che lui faceva circolare la voce di essere in corsa per prendere il posto di Sarmi alle Poste…

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