Morte Magherini: rinvio a giudizio in vista per quattro carabinieri

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“Non finirà come il caso Cucchi, farò di tutto per evitare una vergogna simile”. Sono queste le parole di Andrea, il fratello di Riccardo Magherini morto il 3 marzo scorso dopo esser stato fermato dai carabinieri.

L’autopsia, ripetuta due volte, ha confermato che il “Maghero”, morì per asfissia (probabilmente dovuta all’assunzione di cocaina), mentre veniva immobilizzato e ammanettato dai militari.

La famiglia aspetta giustizia e, sembrerebbe, che qualcosa si stia muovendo. Quattro carabinieri e tre volontari della Croce Rossa sono a un passo dall’essere, infatti, rinviati a giudizio (il pm Luigi Bocciolini ha firmato la richiesta) perché ritenuti responsabili del decesso di Magherini. L’accusa è di omicidio colposo. Ad un militare è stato contestato anche il reato di percosse per uno o più calci sferrati contro l’uomo mentre era a terra a faccia in giù, ammanettato con le braccia dietro la schiena.

“Questa è finalmente una bella notizia dopo tanta sofferenza”, ha proseguito il fratello della vittima. “Possiamo affermare di essere stati un po’ più fortunati della famiglia Cucchi, anche se in questi casi parlare di fortuna è un paradosso. Perché il fermo a Riccardo è avvenuto in strada, con molti testimoni alle finestre. Andare a processo già è una piccola vittoria per noi, visto come vanno a finire le altre vicende quando ci sono di mezzo i tutori dell’ordine”.

Inoltre, a peggiorare la posizione dei quattro carabinieri la presenza di un video, pubblicato in rete da un testimone dove si vede chiaramente Magherini sdraiato sul selciato e come il suo fermo non sia avvenuto affatto in regola alle procedure lecite stabilite. “Aiuto, aiuto, ho un figliolo”, le parole del “Maghero” poco prima che il suo cuore smettesse di battere. E infatti, pochi secondi dopo il quarantenne fiorentino morì per asfissia.

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