“Sesso o ti licenzio”

Così Maurizio Di Cicco, cinquantenne romano titolare dell’Hotel Aquarium, minacciava e violentava una delle sue cameriere dell’albergo. Per cinque anni, una polacca di 27 anni ha dovuto subire il ricatto dell’uomo. La donna ha finalmente trovato il coraggio di parlare e di raccontare tutto alla polizia. Il profittatore adesso si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata.

L’incubo per lei inizia nel 2008, quando viene assunta come cameriera all’interno dell’hotel Aquarium, a due passi dalla stazione Termini. Di Ciccio, inizialmente, si dimostra gentile e disponibile nei suo confronti, ma col passare dei giorni inizia a perseguitare la giovane. “Sesso con me o ti licenzio”. Lei non sa dire di no per paura di perdere il lavoro e lo asseconda. “Mi violentava nelle camere dell’albergo e mi picchiava anche”, ha raccontato agli inquirenti. Il sospetto è che questo comportamento l’uomo lo possa aver adottato anche con altre dipendenti. Le indagini sono aperte.

Cinque lunghi anni di soprusi e di umiliazioni. Alla fine ha detto basta. Avrà perso il lavoro la giovane polacca, ma di sicuro ne troverà un altro. E almeno non dovrà più mettere piede in quell’ hotel, diventato per lei l’hotel degli orrori.

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Un Commento

  1. Maurizio di cicco said:

    Penso sia il caso che lei risponda in solido per il suo articolo.Esso non puo che scaturire dalla sua fervente voglia di fare giornalismo scandalistico pur di attirare a se attenzioni che non potrebbe altrimenti ottenere dai suoi lettori.solo per dovere di cronaca “dopo aver scontato arresti domiciliari”che hanno annientato la mia vita il mio lavoro e la mia azienda e dopo 4 lunghi anni sono stato pienamente assolto dalle infanganti accuse,esse mosse nella realta da una donna di 67 anni che presto’servizio per 12 anni nella mia azienda la quale venne sospesa dal lavoro a seguito di una nostra richiesta di chiarimenti sulla scomparsa di 200 euro dalla cassaforte.chiarimenti dei quali ancora attendiamo notizia.ritengo lei mi debba delle scuse colgo nel frattempo l’occasione per raccomandarle vivamente di “Cambiare Professione” quella attuale meglio lasciarla a seri professioniati

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