Robin Williams si è suicidato per sfuggire alle allucinazioni della demenza?

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Un rapporto emerso dopo il suicidio di Robin Williams ha puntato i riflettori sulla demenza con corpi di Lewy, spesso non diagnosticata.

A distanza di tre mesi dal suicidio di uno dei divi di Hollywood più amati al mondo, è emerso un nuovo rapporto che ha acceso i riflettori sul secondo tipo di demenza più comune ma sconosciuto alla maggior parte delle persone: la demenza con corpi di Lewy.

Deficit di memoria e disturbi cognitivi sono i sintomi più comuni di questa malattia neurodegenerativa strettamente correlata alla malattia di Alzheimer e al morbo di Parkinson. Questa forma di demenza può causare allucinazioni visive “terrificanti” a tal punto da spingere chi ne è affetto a compiere azioni inconsulte, fino ad arrivare al suicidio. Come confermato dal dottor James Galvin, professore di neurologia alla New York University, non è insolito che la demenza da corpi di Lewy aggravi anche la depressione: «Per molti individui che soffrono sia di depressione sia di demenza, la depressione può peggiorare i sintomi della memoria».

La moglie di Robin Williams dichiarò ai giornali che l’attore stava combattendo contro le manifestazioni iniziali del morbo di Parkinson poco prima che decidesse di suicidarsi l’11 agosto scorso. Secondo il rapporto del medico legale, Williams si era comportato in maniera alquanto strana nei giorni precedenti alla morte.

Angela Taylor, direttore alla Lewy Body Dementia Association, afferma che per quanto riguarda Robin Williams, il rapporto indica che l’attore «era in cura per il morbo di Parkinson che è una delle caratteristiche fondamentali della demenza di Lewy […] insieme alla allucinazioni».

I sintomi di questa patologia sono spesso confusi con altre forme di demenza tant’è che spesso i pazienti ai quali viene diagnosticata questa malattia si fanno visitare in media da almeno tre medici nell’arco di 18 mesi prima di ricevere la diagnosi. Questo porta a renderne complicato il trattamento: i farmaci antipsicotici utilizzati per i pazienti con il morbo di Alzheimer non sono tollerati da persone affette dalla demenza di Lewy. Inoltre, secondo la Lewy Body Dementia Association, il 50 percento dei pazienti curati con farmaci antipsicotici possono sperimentare un peggioramento dei sintomi fino addirittura al decesso.

Purtroppo alcuni dei dettagli più indicativi della demenza di Lewy (come ad esempio i depositi delle cosiddette “proteine spia” nel cervello) possono essere scoperti solo attraverso l’autopsia.

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Un Commento

  1. CCDU onlus said:

    A cura di Kelly Patricia O’Meara
    Secondo le notizie apparse sui media circa i risultati dell’autopsia dell’amato attore / comico Robin Williams, morto suicida un paio di mesi fa, al momento della morte non era presente nessuna traccia di droga o alcol. Dipende da come si definisce la parola “droga”.
    Il referto del medico legale riferisce infatti di un farmaco antidepressivo trovato nel sangue di Williams al momento della sua morte, nella fattispecie l’antidepressivo Mirtazapine, (noto anche come Remeron) – un farmaco che vanta ben 10 avvertenze d’uso (a livello internazionale) perché porta a suicidi premeditati.
    Secondo i risultati dell’autopsia, Williams non si trovava solamente sotto l’effetto di farmaci antidepressivi: sono state trovate tracce del potente antipsicotico Seroquel, apparentemente assunto di recente. In maniera inspiegabile, però, i test tossicologici sarebbero risultati negativi sul Seroquel, ma restano alcuni fatti incontestabili: dalla bottiglia di Seroquel, prescritto a Williams il 4 agosto (solo sette giorni prima del suicidio) mancavano giusto 8 pillole e – coincidenza? – le istruzioni del Seroquel consigliano appunto di assumerne una al giorno. Gli effetti collaterali associati al Seroquel includono psicosi, reazioni paranoidi, allucinazioni, depersonalizzazione e tentativo di suicidio.
    Perché la stampa continua a sostenere “né droghe né alcol” nel sistema di Robin Williams? Cosa occorre affinché alcuni farmaci psicoattivi, con effetti collaterali paragonabili a eroina o crack, smettano di essere chiamati farmaci? I media ripetono la litania: Robin era sotto trattamento psichiatrico con antidepressivi ma, purtroppo, non sono riusciti a salvarlo. Niente di più falso: Williams era in “trattamento” per la salute mentale sotto la supervisione di uno psichiatra, non aveva abusato di droghe illegali e non era ancora “all’ultima spiaggia”.
    I fatti che riguardano i farmaci antidepressivi sono questi:
    Tra il 2004 e il 2012 il Sommario Farmacologico Medico della Food and Drug Administration elenca 470.000 reazioni avverse riguardanti farmaci psichiatrici. La FDA ammette che le sono stati riferiti solo l’1% degli effetti collaterali, e la cifra reale è sicuramente molto più alta.
    Il Mirtazapine (noto anche come Remeron) ha un avvertimento, della FDA, di categoria “marchio nero” relativamente al suicidio.
    Solo per il Mirtazapine esistono dieci avvertimenti per suicidio. Inoltre il suicidio è tra i primi 2 effetti collaterali segnalati alla FDA su questo particolare antidepressivo.
    Il periodico MedWatch della FDA riguardo agli effetti collaterali dei farmaci, solo relativamente al Mirtazapine, segnala 411 casi di suicidio o tentato suicidio (e la FDA stima che solo l’1% degli effetti collaterali le sia stato riportato).
    Le visite al pronto soccorso collegate a psicofarmaci, negli Stati Uniti, sono 90.000 l’anno.
    Solo negli Stati Uniti in un anno vi sono 23.755 casi di suicidio attribuibili agli psicofarmaci.
    Oltre a portare al suicidio, gli effetti collaterali documentati sugli antidepressivi da parte di Agenzie Internazionali per la regolamentazione dei farmaci, includono allucinazioni, deliri, peggioramento della depressione, depersonalizzazione, manie, psicosi, autolesionismo.
    La scomparsa di un attore così amato da tutti rappresenta una grande perdita, ma la tragedia viene ulteriormente aggravata dalla superficialità con cui il referto del medico legale viene interpretato dai media. E’ un vero peccato che gli psichiatri non abbiano messo in pratica i sentimenti così bene espressi dallo stesso Robin Williams nel film “Risvegli”: “Lo spirito umano è più potente di qualsiasi droga, ed è lui che dobbiamo nutrire: di lavoro, gioco, amicizia, famiglia: queste sono le cose importanti”.
    Fonte articolo: http://www.cchrint.org/2014/11/10/robin-williams-was-on-drugs-at-the-time-of-his-death-antidepressant-drugs/

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