Rai: a qualcuno saltano i nervi e parte l’attacco informatico

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Che “l’Ultima Ribattuta” stia dando molto fastidio al settimo piano di viale Mazzini, lo sapevamo. Troppe le critiche (tutte documentate) al dg Luigi Gubitosi, troppe le rivelazioni sui magheggi dell’ad di Rai Pubblicità, Fabrizio Piscopo, per nascondere i tragici dati sulla raccolta della concessionaria (ormai dimezzata rispetto al 2010 e con oltre il -30% solo negli ultimi due anni).

Ma che proprio nel giorno del debutto in Borsa di Rai Way e del drammatico CdA (con tanto di spaccatura e dimissioni di Luisa Todini) che ha deciso il ricorso al Tar contro il prelievo forzoso dei 150 milioni, qualcuno dall’interno dell’azienda decidesse un attacco informatico contro il nostro sito, questo proprio non ce l’aspettavamo.

Invece, è successo. E non era neppure la prima volta. Perché una prima intrusione, si era già verificata nella seconda metà di luglio. Poi, nuovo tentativo la settimana scorsa. Andato a vuoto, perché nel frattempo avevamo provveduto a sostituire il sistema operativo del server da “Apache” a “IIS”, potenziando il sistema di sicurezza. Difatti, ieri alle 12,50, quando è partito l’attacco, il firewall lo ha subito registrato, individuando l’host di partenza: 6.112.162.212.rai.it. Il cretino-mascalzone in azione, questa volta, aveva lasciato le impronte digitali.

Già, ma chi è il cretino-mascalzone e in cosa è consistito l’attacco? Difficile, se non impossibile, rispondere al primo quesito. Possiamo soltanto essere certi che ha operato dall’interno della Rai, ma senza poter formulare ipotesi attendibili circa l’ubicazione esatta del server aziendale.

Quanto alle modalità dell’intrusione, va spiegato che si tratta di un’operazione attraverso cui viene simulato un collegamento contemporaneo di accessi superiore al limite sopportato dal nostro sistema. Che è tarato per consentire fino a 600 connessioni simultanee al minuto. Quindi, il cretino-mascalzone, per far scattare l’allarme, deve aver simulato un collegamento superiore, probabilmente di un migliaio di accessi. Peccato, sia stato talmente maldestro da lasciare traccia dell’azione-pirata.

La palla passa adesso alla Rai. E’ in grado l’azienda di localizzare il server e identificare l’intrusore? L’azienda ha un sistema di sicurezza tale da consentirle rapidamente controlli e audit. Informatici e strutturali. Attendiamo una risposta. Altrimenti, procederemo secondo le vie di legge. Sperando in una collaborazione operosa da parte della presidente di Poste Italiane, appunto quella Luisa Todini che ieri si è finalmente dimessa da consigliera d’amministrazione di viale Mazzini. Ora, non corre neppure il rischio del “conflitto di competenza”.

Nel frattempo, continueremo tranquillamente, ad informare i nostri lettori dei retroscena Rai dell’era Gubitosi-Piscopo.

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