Philip Morris lancia la sigaretta che (forse) nuoce meno alla salute. In arrivo 600 posti di lavoro.

eugenio_sidoli, philip morris, sigaretta elettronica
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La multinazionale del tabacco lancia una innovativa sigaretta elettronica che (forse) nuoce meno alla salute. «L’inizio di una nuova era per la nostra industria» afferma l’Ad Eugenio Sidoli. E prevede 600 nuovi posti di lavoro.

Philip Morris non vi permetterà di smettere di fumare. Archiviato l’esperimento delle sigarette elettroniche, il colosso del tabacco sta cercando un’alternativa credibile (e meno dannosa) alla “bionda” tradizionale. Così, dopo 17 anni di ricerca e quasi 2 miliardi di dollari spesi, Philip Morris ha presentato iQos, che dovrebbe essere (almeno stando alle intenzioni) un “prodotto a rischio potenzialmente modificato” sebbene sulla confezione continui a campeggiare il monito familiare a tutti i fumatori “può nuocere alla salute”.

Ma come funziona questa sigaretta (quasi) perfetta? Nel kit, il cui prezzo di vendita è di circa 70 euro, c’è una pennetta, all’interno della quale viene inserito lo stick (venduto in confezioni da 20, per la ricarica, al costo di 5 euro, come un normale pacchetto di sigarette). La pennetta riscalda il tabacco, portandolo ad una temperatura massima e costante di 350 gradi (circa la metà della temperatura di combustione tradizionale). Una bella sorpresa: all’altra estremità c’è un filtro, come nelle sigarette vere: in questo modo il fumatore non avrà più la sgradevole sensazione data dal bocchino di plastica, come nelle altre sigarette elettroniche. Il tabacco viene riscaldato e non bruciato. Quindi non avviene alcuna combustione. Il fumo che fuoriesce è solo glicerina, per dare credibilità all’esperienza. Ogni “sigaretta” durerà circa sei minuti. Il tempo di una pausa caffè.

Rispetto alla sigaretta elettronica, iQos contiene un impasto di tabacco in grado di regalare l’aroma caratteristico. Tuttavia non è ancora certo che faccia meno male, sebbene il fatto che non ci sia combustione (e quindi vero fumo) lo lascerebbe supporre. Ma con le supposizioni non si va da nessuna parte e, infatti, in questo momento, a Neuchatel, in Svizzera, ci sono 400 scienziati che stanno cercando di capire se questa finta sigaretta potrà reggere il confronto di quella vera limitando però i danni alla salute. Intanto a Milano e a Nagoya, in Giappone, è partita una fase test con la vendita del prodotto in alcune tabaccherie per testare le reazioni dei fumatori.

Ma la buona notizia, valida anche per i non fumatori, è che la Philip Morris Italia sta producendo iQos in un impianto pilota a Zola Predosa, nel bolognese. A questo impianto ne seguirà un altro in zona, nel 2016. Il che significa 600 nuovi posti di lavoro. Se volete candidarvi visitate il sito. 

Nella foto: Eugenio Sidoli, amministratore delegato Philip Morris Italia, mentre presenta iQos (Ph. Wired)

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6 Commenti

  1. franco said:

    tentare non nuoce certo alla salute individuale in 40 anni ke fumo cio, rimesso salute ed soldini ed adesso cosa fare?

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