Roma, tra cinesi, combattimenti dei galli e gioco illegale

gioco

Gli extracomunitari hanno invaso, ormai da molti anni, la città di Roma.
Oltre ai rom, la Capitale è diventata un centro multietnico. Filippini, cinesi, pakistani, bengalesi e nordafricani. Vere e proprie comunità che si sono insediate all’ombra del Colosseo. Ognuna con le proprie abitudini. Ma non solo, anche con il vizio del gioco d’azzardo. 

Poker, combattimenti di galli clandestini, dadi, slot machine e video poker. Ed ancora, gratta e vinci e scommesse illegali. I soldi che girano in questi circuiti sono moltissimi, un vero e proprio business che porta ogni anno milioni di euro. Agli stranieri ovviamente.
A comandare e ad avere in pugno il mercato sono quasi sempre i cinesi che hanno posto le basi a Piazza Vittorio, divenuto il loro quartier generale dove organizzare i loschi affari.
Gli orientali hanno come unico scopo quello di vincere e di fare soldi -scrive il Messaggeroperché il divertimento non è contemplato”. Bische e circoli illegali messi in piedi soltanto per organizzare una vera e proprio macchina di quattrini.
Poi ci sono i filippini, che si riuniscono soprattutto a Piazza Mancini e al laghetto dell’Eur. Per loro il gioco è compulsivo: si punta su qualsiasi cosa. Ippica, slot e scommesse virtuali sono all’ordine del giorno. Ma il piatto forte sono i combattimenti tra galli, allevati appositamente per fare “la guerra”.
I nordafricani, invece, fanno puntate più basse su ogni tipo di sport, ma riescono a strappare comunque vincite milionarie.
Gli unici a mantenersi, quasi, nella totale legalità (ma non può certo essere una consolazione) sono le comunità bengalesi e pakistani. Per loro soltanto il vizio del poker e, cosa a questo punto inedita, giocare non è business ma soltanto divertimento.

Una situazione deprimente quella in cui verte la Capitale. Perché ormai Roma è diventata, sempre di più, il parco giochi degli stranieri.

Articoli correlati

*

Top