Le case ai rom di Marino e quegli inquilini senza riscaldamento

Riscaldamento Marino

Mentre Marino prosegue nel suo progetto di destinare immobili abbandonati ai rom, ci sono case del Comune che non hanno il riscaldamento.

È il caso degli stabili di via Cherso e di viale della Venezia Giulia, la cui gestione spetta alla Romeo Gestione e la proprietà è, appunto, di Roma Capitale. Come ogni anno, dopo i sopralluoghi effettuati dai tecnici gli ultimi giorni di ottobre, verso il 15 novembre si sarebbero dovuti accendere i riscaldamenti. Quest’anno, invece, è arrivata una brutta sorpresa: non si sono verificati né il collaudo né l’avvio dei riscaldamenti. Sembra, infatti, dalle informazioni avute da alcuni inquilini, che addirittura il Comune di Roma sia moroso verso la società che si occupa del riscaldamento degli stabili, la Cofely “società leader nei servizi di efficienza energetica del Gruppo GDF SUEZ, capace di offrire soluzioni tecniche, smart e green per un utilizzo ottimale e sicuro delle risorse e dell’energia, nel rispetto dell’ambiente”.

Sia gli inquilini in affitto, sia l’amministratore che gestisce il pagamento di chi ha riscattato gli appartamenti tre anni fa, sono venuti a conoscenza, in via ufficiosa, della morosità.

“Noi abbiamo pagato regolarmente le bollette, come fanno a non esserci i soldi?!” domanda polemicamente Luigi Darini, 38 anni; da 30, coi suoi genitori, vive nello stabile di via Cherso avendo raggiunto la nonna, all’epoca rimasta vedova.

Ora Roma Capitale avrebbe trovato un accordo con Cofely per un piano di rientro circa il debito riguardante il metano. Ma la situazione non tranquillizza nessuno: “In questi giorni fa più freddo dentro casa che fuori: e questo a causa delle gravi perdite d’acqua agli ultimi piani. Le grondaie poi sono bucate e l’acqua si è infiltrata nei muri” dichiara amaramente Monica Spitella, anche lei residente in via Cherso. “Da 2-3 anni il Comune non paga la Cofely, ma sappiamo che l’amministratore, coi soldi dei proprietari, ha versato regolarmente le somme fino ad aprile”. Non solo manca il metano nelle caldaie, ma a rappresentare un problema importante sono le caldaie stesse da parecchi anni, ormai. “Cinque anni fa si decisero a cambiare la caldaia, ma al posto di quella rotta ne hanno messo una usata” sottolinea Luigi. “Guarda caso ora che c’è il piano di rientro con Cofely verranno cambiate anche le caldaie” evidenzia Monica.

Eppure oltre al riscaldamento i residenti di questi stabili se la prendono con altre gravi mancanze: “Poco tempo fa è crollata la parte superiore della canna fumaria, rischiando di uccidere qualche passante. Ad agosto hanno eseguito i lavori sulla facciata per la messa in sicurezza, ma si sono limitati a togliere il 70% dell’intonaco: il risultato è che ora la facciata è a chiazze. Stesso discorso per i balconi: un anno fa hanno cominciato a lavorarci, ma li hanno solo messi in sicurezza facendo cadere i pezzi pericolanti. Adesso ci ritroviamo i balconi evidentemente intaccati”.

Come se non bastasse, proprio ieri sera le persone si sono riversate per strada a causa di una fuga di gas. I tecnici dell’Italgas sono prontamente intervenuti.

Con l’arrivo dell’inverno chi vive in questi stabili comincia ad avere timore. Il Comune di Roma sembra averli condannati a convivere col freddo. Il sindaco Marino risponderà, come ha già fatto per la questione delle multe, che ci sono cose più importanti, ad esempio destinare gli immobili abbandonati ai rom. Magari coi soldi delle bollette dei riscaldamenti di via Cherso.

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