Ilaria De Laurentiis. Un nome, una garanzia per fiction di successo

un fotogramma della fiction "Le due leggi"

Dunque, c’è cascato pure Rodolfo de Laurentiis, cuore di papà. Un bel ruolo da coprotagonista nella fiction “Le due leggi” per sua figlia Ilaria se l’è portato a casa. Sotto lo sguardo vigile e severo del “Grande Moralizzatore” Luigi Gubitosi, il dg che non deve chiedere mai perché vede e provvede, si è concretizzata l’ennesima schifezza targata Rai. E tutti zitti, tutti complici, Presidente “di garanzia” e consiglieri d’amministrazione compresi. Per portare a casa questa bella “marchetta” familiare, de Laurentiis non si è affidato al mercato. Non ha cercato di farla fare ad un produttore estraneo al giro politico dell’UDC e del familismo che impera in viale Mazzini. Macchè. Ha scelto Mario Rossini della “Red Film”, figlio a sua volta di uno degli storici dirigenti democristiani della Rai, Giuseppe, già direttore di Rai Tre e Rai Uno, che –come scrive il critico Aldo Grasso nella sua “Garzantina” dedicata alla televisione- “ha cercato di rinvigorire con una sostenuta produzione di film per la tv ed il cinema”. Cosa poteva fare da grande il povero figlio Mario ? Seguirne le orme, naturalmente. Ed ecco così un altro “figlio di” di cui ci eravamo dimenticati nel numero scorso: servizievole e pronto per l’uso.

Qualcuno comunque ci deve spiegare come mai il nome della nuova promessa della “fiction” figurasse regolarmente dei titoli di coda, ma sia stato poi misteriosamente fatto sparire quando il rullo ha cominciato ad elencare attori coprotagonisti, di secondo piano  e comparse. Doveva iniziare una puntata di “Porta a porta” dedicata ai De Sica, quindi niente che giustificasse un taglio così frettoloso. E allora ? Una “furbata” per cercare di non far leggere un cognome così compromettente? E se sì, chi ha proceduto alla prudente censuretta, Rai Uno o la Fiction? Sarebbe interessante saperlo.

Ma il consigliere de Laurentiis non si occupa solo del futuro della figlia Ilaria. Adesso, i suoi obiettivi sono due: Monica Maggioni direttrice del TG 1 (una passione che divide con lo stesso Gubitosi) e Paolo Del Brocco successore dell’attuale dg. Insomma, come si suol dire,  non sta mica a pettinare le bambole o a smacchiare i giaguari.

Per raggiungerli, si sta cominciando perfino a  smarcare dal centrodestra, un approdo che aveva appena raggiunto ma che ora sta cominciando a diventare non più tanto sicuro per il futuro della carriera. Così, ha intensificato i rapporti con Luigi De Siervo, l’unico dirigente Rai di peso (guida la Direzione Commerciale) che può rivendicare un’amicizia con Matteo Renzi ben precedente ai trionfi degli ultimi mesi (la sorella era a capo della segreteria quando il premier era ancora un semi-sconosciuto presidente di provincia). Stesso canale navigato, a volte insieme, a volte da solo, dall’amministratore delegato di Rai Cinema, appunto Del Brocco, un altro “miracolato” che sogna la poltrona di Gubitosi. E che per ora può però contare solo sull’appoggio del papà di Ilaria de Laurentiis.

All’interno del palazzo di viale Mazzini non ci sono solo il “padre di” ed il suo neo-sodale di Rai Cinema ad agitarsi nell’eventualità di un addio dell’attuale dg. Sponsorizzata dalla Presidente Anna Maria Tarantola (entusiasta per l’accentuata caratura femminile delle ultime produzioni) e da tutto il vecchio “clan” che faceva riferimento ad Enrico Letta, sta tentando la corsa ad ostacoli anche la “figlia di” e direttora della Fiction, Eleonora “Tinni” Andreatta.

Così, negli ultimi giorni, l’indiscrezione comparsa il 27 marzo sul nostro sito dei renziani che stanno perorando con il premier la candidatura di Antonello Perricone, ha provocato più di uno stranguglione. Perché in Rai sanno perfettamente che quella dell’ex-amministratore delegato della Sipra e di RCS è una candidatura inattaccabile, sotto tutti i punti di vista.

L’unica che potrebbe tenergli testa non è certo quella di un Del Brocco o di una Andreatta qualsiasi; casomai, quella di Nino Rizzo Nervo, a lungo anche lui consigliere d’amministrazione dopo aver guidato la testata regionale. Un giornalista e dirigente di assoluta integrità morale e indiscussa capacità professionale, al momento  Presidente della Scuola di Giornalismo Rai di Perugia.

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