30.000 grazie ai cliccatori

L’EDITORIALE DEL DIRETTORE

Sul web non è possibile imbrogliare. Non si possono truccare i dati, come nella carta stampata, parlando di copie “diffuse” e gonfiando così i risultati con quelle date in omaggio o distribuite in abbonamenti tutti da verificare. No, sul web non ci possono essere trucchi di sorta. Ed è per questo che vogliamo ringraziare dal profondo del cuore i 30.000 “visitatori unici” del nostro sfogliabile e del nostro sito, che hanno fatto  registrare la bellezza di 54.000 “visualizzazioni di pagina”. In appena un mese e senza spendere neppure un euro di campagna di lancio. E’ un successo straordinario, che  dimostra la giustezza della nostra scelta. I navigatori del web sono affamati di notizie, ma soprattutto di conoscere certi retroscena che la “grande stampa d’informazione” preferisce ignorare o nascondere tra le righe per non urtare la suscettibilità dei “grandi investitori pubblicitari”. Come ad esempio l’ENI, che dall’alto dei suoi 200 milioni di budget per le spese di comunicazione, può fare il bello e il cattivo tempo pur di cercare di ottenere la quarta riconferma triennale del suo amministratore delegato, Paolo Scaroni (indagato per tangenti e condannato in primo grado per il disastro ambientale di Porto Tolle). Riducendo al silenzio anche la Rai (con la sola eccezione di Milena Gabanelli di “Report”, che però non è un’interna ma una “battitrice libera”).

Già, la Rai. Abbiamo cominciato fin dal primo numero a squarciare il muro di omertà che il dg Luigi Gubitosi è riuscito a costruire intorno alle sue discutibili scelte. Naturalmente, anche in questo caso, grazie al silenzio complice di quasi tutti i media. E abbiamo beccato più volte il Grande Moralizzatore con le mani nella marmellata (vedi il “caso De Laurentiis” e il “caso Di Lorenzo”. Per questo il web ci ha premiato e ci premierà ancora di più in futuro. Perché, potete esserne certi, la nostra battaglia è solo all’inizio e non abbiamo alcuna intenzione di mollare. Anche per il rispetto che si deve alle decine di dipendenti che hanno cominciato a segnalarci altri “casi” meritevoli di denuncia e di approfondimento.

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