L’ultimo tango di Scaroni

Grazie alla compiacenza di “Panorama” riesumato perfino l’anti-berlusconiano Guido Rossi – E non manca neppure la mega campagna pubblicitaria con Bolle “testimonial”

Negli anni ’60, alle elezioni comunali di Roma, si presentò candidato un personaggio molto pittoresco. Si chiamava Ernesto Brivio e per fare presa sull’elettorato d’estrema destra, allora fortissimo nella capitale, scelse di presentarsi come “l’ultima raffica di Salò”. Fu un successone, tanto che  diventò anche presidente della Lazio. Finì impelagato in inchieste giudiziarie e alla fine scappò in Libano, senza lasciare rimpianti.

Il “caso Brivio” torna curiosamente alla mente alla vigilia dei rinnovi delle nomine al vertice degli enti italiani più importanti. Perché anche Paolo Scaroni, l’amministratore delegato uscente dell’ENI,  merita l’appellativo di “Ultima Raffica”. Pur di ottenere la quarta riconferma, in barba alle nuove regole sull’onorabilità stabilite dal Ministero dell’Economia, ne sta facendo sparare all’impazzata dal fedelissimo “braccio destro” Stefano Lucchini, il potente capo della comunicazione del colosso energetico. Ed è patetico il consueto asservimento dei media che per anni hanno potuto usufruire delle ricche campagne pubblicitarie pianificate dall’ENI (per esempio, “Il Messaggero” vicediretto da Osvaldo De Paolini, uno degli amiconi di Lucchini).

La penultima raffica è un’intera pagina del settimanale “Panorama” (di cui ci occupiamo anche a pag. 4) dedicata al parere di Guido Rossi. Naturalmente del tutto contrario ai motivi ostativi alla riconferma, bollati come “incostituzionali” in assenza di rinvii a giudizio (tangenti SAIPEM) o di condanne definitive (disastro ambientale per la centrale ENEL di Porto Tolle). Ed è singolare che, pur di portare acqua al mulino dell’amico del Cav, il settimanale di Berlusconi faccia ricorso perfino al “Rossi non olet”, dimenticandosi che fino a ieri l’ex-presidente della CONSOB era considerato uno degli acerrimi nemici del centro-destra.

L’ultima raffica, invece, è ancora più sfacciata: una gigantesca campagna pubblicitaria istituzionale con il ballerino Roberto Bolle come “testimonial” di lusso per dimostrare che con l’ENI di Scaroni si vola. Sempre che, adesso, non arrivi anche “l’ultimo tango”.

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