“W Renzi, elezioni a primavera” Fazio in ginocchio intervista De Benedetti

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Domenica ore 20.10, RaiTre, zitti tutti: Fabio Fazio intervista Carlo De Benedetti, con la scusa della presentazione del suo libro in occasione dei suoi 80 anni.

La fatica letteraria dell’Ingegnere, ovviamente, è solo un pretesto che gli permette di emettere questa o quella sentenza in merito agli attuali scenari politici. Il palcoscenico buonista della trasmissione “Che tempo che fa” rappresenta la miglior location per dar voce a uno dei principali protagonisti della politica nazionale. Eh già, perché anche se non è mai “sceso in campo” come qualcun altro (ogni riferimento a Berlusconi è puramente voluto), De Benedetti ha sempre esercitato, dietro le quinte, su determinate formazioni politiche le sue pressioni.

È il caso, ad esempio, della lista dei ministri del governo Renzi dettata proprio da De Benedetti e smascherata, suo malgrado, da Fabrizio Barca nel corso di un riuscitissimo scherzo telefonico. Ma questo, chissà perché, Fabio Fazio non glielo ha chiesto al suo illustre ospite.

Così invita De Benedetti a parlare di quando rilevò la Olivetti “in un momento di grande difficoltà” senza però chiedergli nulla del suo passaggio a Regina Coeli: nel 1993, infatti, l’allora presidente dell’azienda venne condannato per aver pagato 10 miliardi al ministero delle Poste perché acquistasse apparecchiature ormai obsolete.

Neanche una domanda, poi, sulla situazione attuale del suo gruppo industriale. Un passaggio su quel passivo di 2 miliardi di Sorgenia, la struttura energetica di proprietà del gruppo Cir, ci stava bene. E invece no: gli italiani non devono sapere nulla del paracadute prontamente fornito dai principali istituti di credito all’Ingegnere.

L’altro velo di omertà Fazio lo cala sulla panzana sparata da De Benedetti dalle pagine del Corriere della Sera, riguardo il campo di concentramento che lo avrebbe ospitato assieme alla sua famiglia durante la seconda guerra mondiale, in Svizzera. Peccato che in Svizzera non ci sia stato mai alcun lager e che i De Benedetti avessero alloggiato nella nazione elvetica, ma all’hotel Majestic di Lugano. Forse è per questo che spostò la propria residenza in Svizzera? O magari anche per qualche motivo fiscale visto che, secondo la rivista Bilanz rilanciata da Libero, diventò uno dei primi 300 contribuenti elvetici. Con un patrimonio tra gli 1,5 e i 2 miliardi di franchi pari a 2 mila miliardi di lire.

Nulla di tutto ciò si deve sapere e così arriva la benedizione di De Benedetti all’attuale premier, Matteo Renzi. Fazio gli chiede le caratteristiche del presidente del Consiglio: l’Ingegnere, senza pensarci neanche un secondo (segno di un’intervista tutt’altro che programmata…) elenca quattro pregi: “eccellente politico, una prontezza straordinaria con un’empatia e una comunicazione non comune”. Dopo una tiratina d’orecchie su Jobs Act e sull’assenza di disoccupati alla Leopolda, De Benedetti confessa che inizialmente considerava Renzi un “nuovo Berlusconi” per poi rivalutarlo decisamente.

L’Ingegnere invita così il suo nuovo pupillo e capo dell’esecutivo a prendere coraggio e sforare i parametri imposti dall’Europa, “proprio come fece Schröder in Germania alla metà degli anni 2000”. Dalla nazione tedesca di dieci anni fa alla Grecia di oggi la cui situazione “merita attenzione: se alle elezioni vince Tsipras, si distrugge il mantra dell’impossibilità sull’uscita dall’Unione Europea”. Fazio prende coraggio e azzarda una domanda che poi, in realtà, si rivela un altro assist: ma non è che aveva ragione Berlusconi quando voleva puntare i piedi in Europa? “Per favore, parliamo del futuro e non del passato” risponde De Benedetti fintamente infastidito, ma pronto a lanciare la stoccata al suo storico nemico politico e imprenditoriale. Dal pubblico, altrettanto prontamente, partono risate e applausi.

Fazio si offre di fare da tramite tra De Benedetti e Renzi: “Vuole dire qualcosa al governo in questi giorni?”. Altro assist per permettere all’Ingegnere di dire la sua sul Presidente della Repubblica: “L’esecutivo ora è immobilizzato sull’elezione del Capo dello Stato: mi auguro sia una persona di grande livello che costituisca una garanzia e un punto di riferimento per tutti gli italiani come lo sono stati Ciampi e Napolitano”.

Altra domanda, altro assist “Quando si vota?” chiede il buonista Fazio: “Penso si voti in primavera” risponde l’Ingegnere. Il duetto arriva al culmine: “Ma Renzi lo sa?” chiede nuovamente il presentatore. “Lo chieda a lui” ribatte De Benedetti. Ancora applausi, ancora risate.

Più che il terzo canale della televisione pubblica sembrava una delle emittenti del gruppo editoriale L’Espresso. Sempre del gruppo Cir. Sempre di De Benedetti.

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