La fifa blu di Gubitosi

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Dopo quasi due anni, il dg Rai Luigi Gubitosi ha deciso di reagire in qualche modo alle accuse dell’imprenditore Piero Di Lorenzo.

Una reazione curiosa, però, alla Don Abbondio: nessuna querela penale, meglio una citazione cvile per danni. La differenza è sostanziale, perché mentre nel primo caso si sarebbe dovuto sottoporre ad una sfilza di domande “scomode” da parte dei legali dell’ex-patron della LDM, nel secondo potrà rispondere indirettamente, per iscritto, alle contestazioni che gli ha rivolto Di Lorenzo nel corso di due clamorose conferenze-stampa (una a Bruxelles e l’altra a Roma) e in alcune interviste. Argomento: la richiesta di tangenti da parte di alcuni alti dirigenti Rai, indicati con nomi e cognomi. A quelle sollecitazioni, l’imprenditore si ribellò, denunciandole al dg di viale Mazzini, ma ottenendo soltanto degli inutili “audit” e il bando dei suoi programmi e delle sue fiction di successo (sono le share a parlare) dai palinsesti Rai. Cominciò così una lunga diatriba, con Di Lorenzo che accusava e Gubitosi che preferiva tacere, forse nella speranza che il trascorrere del  tempo avrebbe cancellato tutto. L’imprenditore, però, non si è arreso, ha continuato ad incalzare il dg, che alla fine ha scelto –appunto- di rifugiarsi nei lunghi e più comodi binari della causa civile. Ora, l’ex-patron della LDM, rinfacciando anche il centinaio di posti di lavoro cancellati dall’ostracismo deciso dalla Rai, torna alla carica per l’ennesima volta ed in una nuova intervista a “l’Ultima Ribattuta” rincara  ulteriormente la dose.
Nel frattempo, stranamente, l’atto di citazione coincide con l’intensificarsi di una serie di “incursioni” sul nostro sito. Perché “stranamente”? Perché alcuni casi di questo “traffico anomalo indotto” sono stati generati proprio dall’interno degli insediamenti Rai. Di almeno due, sono rimaste le tracce, indelebili. Avevamo invitato l’azienda di viale Mazzini a spiegarci l’accaduto, già dopo  la prima “incursione”. Come Gubitosi con Di Lorenzo, ha preferito tacere. Così, dopo l’ammonizione, facciamo partire la diffida: è meglio che Gubitosi intervenga per tempo. Dia mandato alla sua sicurezza, ai suoi raffinati tecnici informatici affinchè questi casi non si ripetano più. Questo è davvero l’ultimo avvertimento prima di tutelarci per via legale.

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