Anche il Pd nel “Mondo di Mezzo”. Marino difende i suoi

Ignazio Marino
Ignazio Marino

Dalle carte dell’ordinanza di custodia cautelare emergono molti nomi del centrosinistra romano: dal presidente del consiglio comunale al caposegreteria del sindaco Marino, dall’assessore comunale al consigliere regionale, fino al segretario del Pd romano.

Il sindaco di Roma, all’indomani dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” che ha portato all’arresto di 37 persone e oltre cento indagati, rompe gli indugi e al quotidiano La Stampa affida le sue considerazioni sul coinvolgimento della sua amministrazione. Tra gli indagati, infatti, ci sono l’assessore alla casa Daniele Ozzimo, il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti e Italo Politano, responsabile della Direzione Trasparenza del Campidoglio. Persona informata sui fatti (e oggetto di perquisizione) è invece Mattia Stella, membro della segreteria di Marino.

Si legge nell’ordinanza di custodia cautelare: «È storicamente certo che alla richiesta di contatti e di rapporti ci sia stata una pronta risposta da parte degli interlocutori, sui temi di specifico interesse dell’organizzazione. Le figure di massimo significato sono il Presidente e il Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina, Mirko Coratti e Franco Figurelli».

Le intercettazioni in mano alla Procura rivelano che l’imprenditore Salvatore Buzzi (in manette)  discute «di quelli che sarebbero potuti essere i ruoli in Municipio per i loro “amici” Angelo Marroni o Daniele Ozzimo, sperando che il sindaco avrebbe lasciato loro un posto nel campo del sociale, di fondamentale importanza per le attività economiche delle Cooperative e, di conseguenza, del sodalizio». Ai due nomi Buzzi aggiunge quello di Luca Odevaine (già vicecapo di gabinetto di Veltroni), ipotizzando per lui un incarico nell’ufficio del nuovo sindaco.

Marino difende i suoi uomini: «Ho conosciuto Daniele (Ozzimo) per la sua forza nell’imporre la legalità». Salvo poi abbassare il tiro «Non sono un investigatore, per il lavoro che ha fatto ho solo apprezzamento». Intanto Ozzimo si dichiara innocente ma «per senso di responsabilità e serietà», scrive in una nota, “rimetto il mio mandato […] non volendo in nessun modo arrecare danno all’amministrazione della città». Dimissioni anche per Mirko Coratti, nella lista degli indagati a piede libero, che si dichiara «totalmente estraneo» ai fatti ma «per correttezza verso la città e verso l’amministrazione comunale ho deciso di dimettermi dall’incarico che mi onoro di servire».

Per quanto riguarda il coinvolgimento di Mattia Stella, il sindaco è convinto: «Stella non è indagato. È una persona informata dei fatti e la perquisizione nei suoi uffici ha dato esito negativo. Il fatto che queste persone cercassero di fare pressione, tentato vie di accesso, è chiaro perché questa amministrazione ha sbarrato le porte a chiunque volesse influenzarla in qualsiasi modo».

Sta di fatto che Fabrizio Panecaldo, capogruppo Pd dell’assemblea comunale di Roma, non nasconde il disagio: «È un terremoto morale. L’inchiesta delinea un quadro imbarazzante».

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