Mafia Capitale: sms e bugie, per chi stona la Campana (Pd)

Micaela Campana Pd Mafia Capitale
Micaela Campana, Pd (ph. Il Messaggero)

Ancora una volta un esponente del Partito Democratico viene coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale: stavolta tocca a Micaela Campana, deputata 37enne e responsabile Welfare del partito guidato dal premier Matteo Renzi.

Come riportato dal sito il Post, diretto da Luca Sofri, e poi rilanciato da Libero, a finire sotto la lente di ingrandimento è uno scambio di sms tra Salvatore Buzzi, personaggio al centro dell’inchiesta e la deputata Pd: nelle comunicazioni il fondatore della Cooperativa 29 Giugno chiede alla Campana di presentare un’interrogazione parlamentare per fare pressione su un giudice che avrebbe dovuto decidere su un ricorso contro l’assegnazione di un appalto a una delle sue cooperative.

Lo scambio di messaggi al cellulare, dunque, dimostra che Buzzi, oltre a influenzare l’amministrazione locale, riusciva a ottenere risposte anche da rappresentanti della politica nazionale come la Campana, appunto. Non solo, uno degli sms della renzianissima deputata dimostra tutta la stima, al limite della soggezione, nutrita verso Buzzi: “Ciao grande capo”.

Negare sempre – La Campana, attraverso dichiarazioni rilasciate a La Repubblica, ha immediatamente precisato che quello è il modo con cui saluta milioni di persone. E che in fondo, rileggendo per intero il messaggio spedito a Buzzi, si capisce come lei non abbia presentato l’interrogazione perché “non la convinceva”.

Anche l’evidenza? – A sconfessarla, però, ci sono altri sms: quello di Umberto Marroni, anche lui deputato del Partito Democratico, che scrive a Buzzi: “ho parlato con Micaela, meniamo” riferendosi alla volontà di presentare l’interrogazione parlamentare. Poi, la stessa Campana, tranquillizza Buzzi: “Parlato con segretario ministro. Mi ha buttato giù due righe per evitare che il fatto che mi bloccano l’interrogazione perché non c’è ancora provvedimento”. E così lo saluta: “Bacio grande capo”.

Come se non bastasse, a smentire la Campana arriva anche il messaggio inviato da un suo assistente a Buzzi: “Buongiorno Mica (Micaela, ndr) aveva depositato l’interrogazione, ma l’ufficio responsabile ce l’ha rigettata perché non era congrua essendo basata solo su articoli di giornale, ora l’ufficio ce la riscrive affinché non venga rigettata, ma ci vorrà qualche giorno”.

Davvero una caparbietà da ammirare quella della Campana e del suo staff nel correre in soccorso di Buzzi e della sua cooperativa. La stessa ostinazione con cui da qualche giorno la sinistra prova in tutti i modi a voltarsi dall’altra parte e defilarsi da un’inchiesta che puntualmente la smentisce.

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