Mafia Capitale: emergenza abitativa, Marino poteva non sapere?

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Ignazio Marino con Luigi Nieri

Ne sta uscendo alla grande, Ignazio Marino, dall’inchiesta “Mafia Capitale”. Ma a noi i conti proprio non tornano.

Soprattutto ripercorrendo a ritroso i fatti che si sono succeduti sotto la sua amministrazione, non riusciamo a credere che non si sia accorto di tutto ciò che è accaduto sotto il suo naso per mesi.
Alla luce delle notizie che stanno uscendo in questi giorni, ci appaiono veramente strane alcune mosse del sindaco di Roma e dei suoi più stretti collaboratori, soprattutto in merito alle scelte riguardanti le occupazioni abusive e l’emergenza abitativa.
Parliamo del polverone che alcuni mesi fa si alzò attorno al “Centro Culturale Angelo Mai Altrove Occupato”, gestito dal “Comitato Popolare di Lotta per la Casa” assieme ai due ex edifici scolastici Hertz e Vespucci, siti nella periferia est di Roma.
Quando le Forze dell’Ordine decisero lo sgombero delle strutture, Ignazio Marino si prodigò per il dissequestro delle stesse, inviando formale richiesta alla Procura capitolina che dal canto suo gli rispose picche. Il giorno successivo alla richiesta del Campidoglio, infatti, i magistrati replicarono che “le responsabili della gestione delle strutture, Giorgina Pilozzi e Pina Vitale, risultavano indagate” e che le stesse “potevano reiterare le occupazioni abusive che impedivano all’amministrazione comunale di effettuare le verifiche amministrative”. Oltre a non possedere le autorizzazioni necessarie per svolgere gli spettacoli e le iniziative culturali che avevano luogo, la Procura avvertì il sindaco che venivano quotidianamente commessi reati come “furto di risorse energetiche, estorsione, violenza privata, ingiuria” ed altre amenità.
Perché Marino si spendeva tanto per loro, non chiedendosi il perché veniva pungolato così insistentemente dal suo vice Nieri, che non faceva affatto mistero di supportare personaggi che poi si sarebbe scoperto essere estorsori in danno di poveri derelitti?
Potevano questi due personaggi non sapere chi stavano difendendo?
Ed arriviamo a Mafia Capitale. Non si sono insospettiti quando l’assessore alla casa Ozzimo, ora dimessosi e che ad oggi risulta indagato, con una solerzia da record li informava che a breve “sarebbe stato in grado di dare accoglienza ai nuclei familiari sgomberati, ribadendo la necessità che la copertura economica del servizio d’accoglienza sia a totale carico del gabinetto del Sindaco”? Facile pensare che nei progetti di Ozzimo ci sarebbe stato l’ennesimo assist al network di cooperative di Salvatore Buzzi, boss della criminalità romana che con l’emergenza abitativa ha lucrato per anni.
Le cose sono due: o Ignazio Marino e  Luigi Nieri erano al corrente di tutto e non ce lo vogliono dire, oppure non erano coscienti dell’enorme “magna magna” che avveniva sotto i loro occhi foderati di prosciutto.
E non si sa quale delle due ipotesi, per un amministratore, sia la più sconveniente.

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