Trapianti in aumento. Ma si può dare di più.

donazione-organi

L’Italia ha fatto una bella figura registrando nel 2014 un aumento del 4% per quanto riguarda il trapianto di organi, rafforzando così il suo primato in Europa. Un risultato che appare ancora più significativo se si considera che il nostro Paese ha iniziato più tardi rispetto agli altri, eppure è in vetta alla classifica.

Il dato è emerso durante il convegno “Un dono di vita inestimabile: il trapianto organizzato dall’Associazione di iniziativa parlamentare e legislativa per la salute e la prevenzione presieduta dall’ex senatore Antonio Tomassini che ha raccolto a Roma i maggiori esponenti del settore trapianti.

L’Italia prima del 1994 aveva il tasso di donazione tra i più bassi dell’Europa occidentale. In quell’anno, però, avvenne una tragedia che scosse ed emozionò l’opinione pubblica: Nicholas Green, un bambino americano in vacanza in Italia con i genitori, fu ucciso durante un tentativo di rapina, mentre percorreva in macchina la Salerno-Reggio Calabria diretto in Sicilia. In seguito alla morte del bimbo, i genitori decisero di donare i suoi organi. Subito dopo la morte di Nicholas le donazioni si impennarono e nei successivi dieci anni sono cresciute fino a triplicare.

Il convegno, di fatti, è stato anche un’occasione per ribadire l’importanza della donazione degli organi e sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo. Purtroppo sono ancora numerose le patologie curabili solamente attraverso il trapianto di organi o di tessuti. Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, ha parlato di 1.167 donazioni andate a buon fine, ma a fronte di 8.900 pazienti in lista di attesa ogni anno. Quindi, nonostante gli ottimi risultati ottenuti dall’Italia in questo settore si può fare di più. E, soprattutto, si può fare di meglio. Per questo motivo una parte dell’incontro è stata dedicata alle procedure di gestione dell’emergenza, a cominciare dal trasporto e dalla logistica, per ottimizzare il tutto sia a livello nazionale sia a quello locale.

Per quanto riguarda invece i donatori, è intervenuto il presidente dell’Associazione Italiana Donatori Organi, Vincenzo Passarelli, che ha sottolineato come la comunità dell’Aido continui a crescere: ora è formata da 1 milione e 400 mila iscritti, principalmente donne e di età compresa tra i 28 e i 45 anni.

Articoli correlati

*

Top