Omicidio Loris: Ansa mette online nomi, cognomi e indirizzi

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Gli omissis sono stati inseriti dalla nostra Redazione

In barba alle più elementari regole deontologiche sul sito dell’Ansa è disponibile la copia faxata di ben 25 pagine del decreto di fermo firmato dal procuratore e dal sostituto procuratore della Repubblica nei confronti di Veronica Panarello, la mamma accusata dell’omicidio del figlio Loris. Nomi, cognomi, indirizzi, targhe delle auto. Il tutto consultabile (e scaricabile) in comodo formato pdf.

Il giudice per le indagini preliminari ha giustificato la decisione di convalidare il fermo della mamma (e successivamente di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere) con un provvedimento in cui ripercorre la vicenda, inserendo tutti i protagonisti, senza tralasciare alcun dettaglio: in quelle pagine c’è la vita di Veronica, da quando era una bambina fino a quando è stata condotta in prigione con l’accusa di aver ucciso suo figlio.

Una vita che adesso è alla portata di tutti, alla faccia delle più banali regole deontologiche e del rispetto della privacy. Non solo quella di Veronica, ma di tutte le persone che gravitano intorno a lei. E soprattutto quella dell’altro figlio, che ha solo quattro anni, e dovrebbe essere protetto dalle regole stabilite proprio per tutelare i minori coinvolti nei casi di cronaca.

Grazie a quanto è riportato in queste pagine è possibile ricostruire il mondo di Veronica fin nei dettagli: ci sono i dati anagrafici suoi e del marito Davide, l’indirizzo di casa, il numero di targa della macchina. Per i più morbosi ci sono anche i dettagli dello stato in cui è stato ritrovato il cadavere di Loris e i particolari emersi dall’autopsia, viene fatto il nome di battesimo dell’altro fratellino specificando anche il nome e l’indirizzo della ludoteca dove viene quotidianamente lasciato. Nel caso voleste andare a salutarlo.

La vigilessa che diceva di aver visto Veronica accompagnare il figlio a scuola aveva espressamente chiesto di restare anonima. E invece no, nome e cognome online. La gente deve sapere. Stesso discorso per la maestra: dati anagrafici e indirizzo di casa. Non risparmiano nemmeno il cacciatore che per primo ha trovato Loris: viene fatto nome e cognome della moglie e del genero, viene fornito modello e targa della sua vettura.

Per gli amanti del gossip c’è il nome e cognome del vero padre di Veronica, con il quale la madre Carmela ebbe una relazione extraconiugale. Ci sono anche i nomi degli altri quattro fratelli e sorelle della ragazza. Si fa anche il nome di un tale che nel 2002 avrebbe tentato di violentare Veronica, appena quattordicenne. Magari quell’uomo è innocente. Nel dubbio, roviniamogli la vita.

Al di là delle perplessità sul fatto che sbattere online tutte queste informazioni sia legale o meno, c’è da essere disgustati dalla mancanza di rispetto nei confronti di una famiglia e di una comunità che soffre. E nei confronti di un bambino di quattro anni che un giorno, diventato grande, avrà sotto gli occhi tutti i dettagli più intimi e scabrosi della sua disastrata famiglia. Perché internet non dimentica.

 

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