Carceri: Gruppo Idee, un monito per tutti

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“Aiutare gli altri per aiutare noi stessi”. Questo è e sarà sempre il motto di “Gruppo Idee”, associazione che nasce all’interno del carcere di Rebibbia, dalla volontà di un gruppo di detenuti di dimostrare alla società che gli sbagli compiuti e la privazione della libertà non impediscono la capacità di rinnovarsi e di restituire.

Ogni giorno, infatti, Gruppo Idee opera all’interno degli istituti penitenziari italiani per aiutare chi, dopo un reato commesso e di conseguenza una pena espiata, ha voglia di rimettersi in gioco. Cercando di recuperare un ruolo all’interno della società civile.

Se è vero che le carceri italiane sono fatiscenti, è altrettanto vero che l’associazione Gruppo Idee cerca, nel suo piccolo, di dare una mano a tutte quelle persone recluse che si sentono abbandonate al loro destino. In che modo? Attraverso la realizzazione di corsi di formazione, attività sportive, eventi culturali, concorsi artistici-letterari e convegni riguardanti temi di attualità.

Qualche esempio? Il laboratorio di sartoria “Ricuciamo”, creato nella casa circondariale femminile di Rebibbia, che con la linea di moda “Nero Luce” ha portato alla creazione della linea di oggettistica e accessori “Mille colonne”. Tutto realizzato dalle detenute. Poi, in ambito sportivo, sono diventate ormai una realtà la squadra di rugby del carcere di Frosinone dei “Bisonti” e la Nazionale Rebibbia, composta da “galeotti” e agenti della polizia penitenziaria.

Ma non è finita qui, perché Gruppo Idee collabora anche per il reinserimento attivo nel mondo del lavoro dei detenuti con le cooperative “Essegi2012” e “Agroromano”, svolgendo attività di manutenzione e gestione del verde.

Sono ancora molti i progetti a cui l’associazione sta lavorando e altrettanti gli obiettivi futuri prefissati da raggiungere. Intanto, Gruppo Idee, ha compiuto domenica 7 anni di vita. Sette anni in cui è attiva e cerca ogni giorno di fare il possibile per il reinserimento sociale dei reclusi ed ex reclusi. Per l’occasione, è stata organizzata una festa, allo “Chalet” (locale storico di Roma davanti lo stadio Olimpico) dove la partecipazione è stata davvero importante.

Ricordo il primo giorno in cui ho visitato il carcere e la strada che abbiamo fatto per arrivare fino ad oggi”, ha commenta emozionata il presidente, insieme a Luigi Ciavardini, dell’associazione Zarina Chiarenza. “Grazie alla nostra passione e impegno e contando solo sulle nostre forze e di chi ha collaborato con noi nel tempo, abbiamo potuto raggiungere tanti obiettivi importanti”.

Gruppo Idee è la dimostrazione vera e concreta che, una seconda possibilità, può e deve esssere data a tutti.

 

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