Di Lorenzo e quelle denunce ignorate

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Luigi Gubitosi

La Rai non si tocca, neppure se in qualche modo finisce in uno dei rivoli dell’inchiesta Mafia Capitale.

I particolari li potete leggere nel servizio con cui il nostro giornale apre la prima pagina dello sfogliabile di oggi. Qui interessa evidenziare due cose: 1) l’indifferenza con la quale il dg Luigi Gubitosi accolse a suo tempo le denunce dell’imprenditore Piero Di Lorenzo sulle infiltrazioni e i metodi mafiosi esistenti nell’azienda di viale Mazzini; 2) il “cordone sanitario” attraverso il quale la grande stampa d’informazione avvolge e protegge subito le notizie sgradevoli per il vertice Rai.

Di Lorenzo l’aveva detto, ripetuto, denunciato e gridato più volte: per farmi lavorare con la mia LDM, alti dirigenti mi hanno chiesto tangenti in denaro e in posti di lavoro per i propri familiari; al mio rifiuto, è cominciata una vera e propria persecuzione fatta di tagli di budget e di collocazioni penalizzanti in palinsesto, fino ad arrivare ad estromettermi completamente sia dall’intrattenimento che dalla fiction; ho denunciato questi fatti al dg Gubitosi, ma non ha mosso un dito, anzi mi ha perfino citato per danni.

Ora, se il ragionamento del Procuratore Giovanni Pignatone e dei suoi sostituti è corretto, l’imprenditore Giuseppe Ietto, titolare dei bar di viale Mazzini e del Circolo Sportivo di Tor di Quinto, arrestato con Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, era la “longa manus” dell’organizzazione all’interno dell’azienda governata da Gubitosi. E se quell’organizzazione è mafiosa, vuol dire che le infiltrazioni e i metodi con cui è riuscita ad inserirsi all’interno della Rai forse non erano elucubrazioni campate per aria. D’altra parte, la richiesta di tangenti non è una delle caratteristiche specifiche per individuare questo genere di associazione criminale?

Potremmo sapere dal dg, se non è di troppo disturbo, quali provvedimenti ha preso dopo l’arresto di Ietto? Ha avviato il solito inutile audit interno o ha consegnato agli inquirenti tutta la documentazione sulla presenza della Unibar? Si è posto il quesito di come abbia fatto lo stesso Ietto a rimanere in Rai in questi ultimi 11 anni, anche senza partecipare a quelle gare che sono diventate obbligatorie almeno dal 2007? E vista questa accertata infiltrazione mafiosa, gli è passata per l’anticamera del cervello la domanda che ci potrebbero essere delle altre gare truccate, magari in settori più delicati per l’azienda?

Sappia che la complicità della cosiddetta grande stampa d’informazione, nel nascondere la notizia delle infiltrazioni mafiose in Rai, durerà ancora per poco. Perché quando Pignatone e i suoi sostituti si presenteranno in viale Mazzini, quel giorno non lo salverà più nessuno da una serie di domande imbarazzanti. Molto imbarazzanti.

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