La paghetta di mamma Rai a Benigni: 4 milioni di euro

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Lo show del comico toscano incassa ottimi risultati in termini di share (33,23 nella prima serata e 38,32 nella seconda), ma soprattutto in termini di cash. Ed è polemica.

In un momento storico in cui la televisione pubblica taglia su tutto e cerca di batter cassa svendendo qua e là i suoi pezzi (vedi Ray Way) e incassa pubblicità con il contagocce, sapere a quanto ammonta il “pacchetto” confezionato per Roberto Benigni per averlo in prima serata su RaiUno lascia alquanto perplessi: 4 milioni di euro tondi tondi (la Rai, con calma, magari ci faccia sapere con quali sconti).

Certo, i risultati in termini di ascolto sono stati ottimi, ma comunque inferiori a quelli ottenuti due anni fa da Benigni con La Costituzione. Il programma, infatti, ha registrato il 44 per cento di share con 12,6 milioni di telespettatori (un dato curioso è l’etĂ  media: 57 anni. C’è da chiedersi se quanti stavano davanti al televisore l’altra sera avessero gli occhi aperti o, data l’etĂ , avessero ceduto al richiamo di Morfeo).

Ma per quale motivo i compensi del comico toscano non sono indicati con trasparenza dalla Rai? Se lo chiede anche Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sulla sua pagina di Facebook cercando di capirci qualcosa: «La stampa aveva diffuso alcune cifre: 2,4 milioni per le puntate di dicembre e 1,6 per quelle dedicate a Dante. La Rai risponde che i compensi sono sensibilmente inferiori a quelli riconosciuti nel 2012 per un’analoga iniziativa, quella sulla Costituzione. Quindi invece di 1,8 milioni, saranno 1,6? 1,4? 1,2? Sembrano comunque cifre astronomiche. Considerando che si sottolinea ulteriormente che tali corrispettivi sono “in linea con il processo aziendale di ottimizzazione dei compensi”, perché allora non renderli noti?».

Qualunque sia la cifra precisa è comunque da considerarsi scandalosa visto che durante le due serate non ci sono stati break promozionali (il premio Oscar non ama essere interrotto, e questo lo mette nero su bianco per contratto) e checché ne dica l’ad della concessionaria che si occupa della raccolta pubblicitaria Fabrizio Piscopo quei quattro break piazzati prima e dopo lo spettacolo (sebbene avessero dei prezzi maggiorati) non giustificano la spesa.

Per le due serate de “I Dieci comandamenti”, Rai Pubblicità ha infatti pianificato un break in testa, uno dopo una breve anteprima, uno alla fine del monologo (che è durato ininterrottamente un’ora e mezza) e l’ultimo in coda al Tg1 di due minuti che ha seguito la puntata (lo spot più costoso è stato quello nel secondo break, dopo l’anteprima, a 154.200 euro per quindici secondi, con la prima posizione proposta a 177.600 euro). Ora, la dichiarazione di Piscopo che grazie a Benigni i conti della Rai Pubblicità chiuderanno in pari, fa un po’ sorridere (ce ne occupiamo a parte).

Ma non è tutto. Come denunciato dall’instancabile deputato del M5S Roberto Fico, le due serate «sono state prodotte dalla Melampo Cinematografica, la società fondata dallo stesso Benigni con la moglie Nicoletta Braschi, e sono organizzate da Lucio Presta che, oltre ad essere il manager del comico toscano, si occuperà della produzione esecutiva con la sua agenzia Arcobaleno Tre. Una situazione di questo genere non potrebbe verificarsi con il nuovo contratto di servizio che, da maggio, non è ancora stato firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico».

Le nuove disposizioni vieterebbero infatti alla Rai di commissionare a società detenute, in tutto o in parte, da agenti di spettacolo, la produzione di programmi in cui siano presenti a qualunque titolo gli artisti da loro rappresentati. E lo stesso accadrebbe in caso di società gestite dagli stessi artisti (ma se fosse, così come farebbe poi Paola Perego, moglie di Lucio Presta, a condurre Domenica in?).

Eppure Benigni aveva fatto sapere che, pur di tornare in Rai, aveva ritoccato il suo tariffario “al ribasso”. I piĂą cattivi, però, sostengono che l’unica ritoccata l’hanno avuta le sue rughe (un uccellino ha malignato sul fatto che possa aver fatto ricorso al botox). Ma molto probabilmente la veritĂ  è un’altra: nel suo spettacolo usano lo stesso tecnico delle luci di Raffaella CarrĂ  e Paola Ferrari.

 

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