Expo 2015, Sassone: “Favorito il monopolio Eataly-Farinetti”

Molte nubi si addensano sull’assegnazione diretta di due padiglioni presso l’Expo 2015 a Eataly, la catena di alimentari di alta qualità fondata da Oscar Farinetti.

A evidenziare l’anomalo affidamento senza gara è stato Piero Sassone, presidente di Icif (Italian Culinary Institute for Foreigners), che si occupa di formazione culinaria, della promozione e tutela del Made in Italy e dell’organizzazione dei grandi eventi, proprio come il mega evento fieristico che si terrà a Milano il prossimo anno, sul quale però, evidentemente, qualcuno ha la precedenza.

“Io non ho assolutamente nulla contro Farinetti e contro Eataly, sia chiaro” ci ha dichiarato Piero Sassone, sottolineando però la necessità di chiarezza “Credo sia doveroso fare luce sulle modalità con cui è stata assegnata la gestione delle diverse aree. Non è certo l’imprenditore che deve dare spiegazioni, ma l’organizzazione dell’esposizione universale”.

Anche la Corte dei Conti ha segnalato l’assegnazione di appalti senza gara. Il ricorso al Tar riguardante il padiglione Italia è stato presentato prima dell’estate da Sassone, un imprenditore che gli Expo li ha vissuti in prima persona, partecipando a ben quattro fiere in giro per il mondo. Proprio a quella in cui poteva giocare in casa è stato messo alla porta: “Il vincitore per il padiglione Italia è risultato Peck, ma riteniamo che la nostra esclusione sia basata su un’attribuzione dei punteggi illogica. Inoltre, ben due gare d’appalto riguardanti i 120 punti vendita fuori dal padiglione Italia sono andate deserte: ovviamente si è portati a pensare che siano state preparate apposta proprio per procedere all’assegnazione diretta”.

Come i due padiglioni affidati ad Eataly di Oscar Farinetti.

“Ripeto, lui è un bravissimo imprenditore che evidentemente ha saputo stringere importanti rapporti commerciali quando ancora non si parlava di gare d’appalto. In questo modo, però, la lottizzazione avvenuta prima degli arresti per infiltrazione della mafia è rimasta inalterata”.

“Nutrire il pianeta, energie per la vita” sarà il tema portante dell’Expo 2015, ma il timore è che in bocca rimanga solo tanto amaro: “L’Expo 2015 di Milano doveva essere il motore che avrebbe fatto ripartire l’economia in Italia: in questo modo – conclude Sassone – rischiamo di confermare l’immagine di un paese governato da dinamiche criminali”.

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