Gervaso, tra reclutamento massonico e “revisionismo religioso”

gervaso massone

Dopo il revisionismo storico, ecco quello religioso. Ogni campagna di reclutamento necessita di un’adeguata campagna di comunicazione: come quella che il noto massone Roberto Gervaso lancia dalle colonne de Il Messaggero.

Il simpatico giornalista calvo, caratterizzato dall’immancabile abbinamento ‘occhiali da vista-papillon’ e da quella vocina stridula, sull’edizione di oggi lancia un vero e proprio appello revisionista contro, udite udite, le basi del Cristianesimo. Gervaso, infatti, affida l’attacco alla religione cattolica, alle parole del suo “amico e maestro, il padre dei lumi, che firmò con il suo nome e onorò con la sua opera insigne un grande secolo, Il Settecento”: il titolo della rubrica di oggi, infatti, è “La parola a Voltaire” (peccato che non venga specificato che il filosofo è tra i precursori del pensiero massonico).

“Gesù nacque sotto la legge mosaica, fu circonciso secondo tale legge, ne seguì tutti i precetti, ne celebrò tutte le feste, e si limitò a predicare di cose che riguardano la morale”, comincia così un lungo virgolettato del filosofo francese il cui significato reale si coglie solo nel commento finale firmato dal giornalista italiano, non solo noto membro della loggia P2, ma anche talent scout per la massoneria deviata: tra le sue “scoperte” si annoverano personaggi del calibro di Maurizio Costanzo e Silvio Berlusconi.

Gervaso, obnubilato dalla sua ultima fatica letteraria “Ho ucciso il cane nero”, per fortuna ammette: “Gesù è stato un rivoluzionario”, peccato che tra i gesti rivoluzionari il giornalista non ricordi la cacciata dei mercanti dal Tempio, accusati da Gesù di averne fatto “un covo di ladroni”. E, da quanto si legge nel vangelo secondo Marco, “i capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perché tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento”.

Eppure, per capire il reale scopo dell’articolo di Gervaso, occorre leggere fino in fondo: “Voltaire non fu un ateo, come non lo siamo noi. Fu un deista, un laico agnostico che non negava l’esistenza di un divino ‘orologiaio’, un onnipotente e infallibile ‘Architetto dell’universo’”.

Tana! Ecco dunque che il “masons scout” di successo svela la sua campagna di reclutamento per aderire alla Massoneria, ovvero lo stato nello Stato, ma anche la religione nella Religione: quell’associazione iniziatica dei liberi muratori alla cui base, appunto, c’è proprio la fede nel “glorioso Architetto dell’universo”.

“Anche la storia della Chiesa andrebbe rivista”, conclude Gervaso “di là da ogni fuorviante pregiudizio”. Tutto chiaro, dunque, e per celebrare il Natale, non dimenticatevi di indossare Grembiule e Guanti, magari brandendo Squadra e Compasso.

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