De Benedetti, eternit e lasciti testamentari

De Benedetti

Dall’eternit all’argenteria da collezione: sembra sia questa la parabola di Carlo De Benedetti, noto anche come l’Ingegnere.

L’eternit, quello che lo vede rinviato a giudizio assieme ad altri 38 indagati accusati a vario titolo di omicidio colposo e lesioni colpose per omesso controllo ai dirigenti di Olivetti che erano ai vertici dell’azienda fino al 1996.

L’argento, quello che il patron del gruppo editoriale L’Espresso, numero uno del gruppo Cir nonché capo del Cnl in Engadina durante la seconda guerra mondiale, ha annunciato di voler donare alla Reggia di Venaria una volta passato a miglior vita: “una collezione di grande rilievo” come l’ha definita Fabrizio Del Noce, composta da boccali e coppe finemente lavorati, raccolta da De Benedetti in oltre quarant’anni. La sua serie completa di pezzi di argenteria del Seicento e del Settecento inglese, l’Ingegnere ha deciso di donarla in occasione del suo ottantesimo compleanno.

A così tante primavere non sono potuti arrivare i 20 dipendenti dell’Olivetti, deceduti con ogni probabilità a causa del contatto con l’asbesto. Proprio su questo delicato episodio Fabio Fazio nella sua ultima intervista in ginocchio all’Ingegnere ha azzardato a fare una domanda. Tra una risata ammiccante e l’altra De Benedetti ha provato a raccontare che l’eternit venne rinvenuto anche all’interno dei suoi uffici. In tutti questi anni, inoltre, ha spiegato che, a causa dell’organigramma, la sicurezza degli stabilimenti non rientrava tra le sue responsabilità. La procura, invece, sostiene che a dimostrare il contrario ci siano le deleghe attribuite al Servizio ecologia aziendale, volute proprio da De Benedetti. Nei primi mesi del prossimo anno l’Ingegnere potrebbe essere chiamato a rispondere nel corso dell’udienza preliminare.

Dunque, difficile credere a De Benedetti, che in passato ha avuto anche il coraggio di raccontare la fantomatica permanenza, assieme alla sua famiglia, in un campo di concentramento in Svizzera: peccato che nella nazione elvetica non ne siano mai esistiti.

AGGIORNAMENTO

Proprio in merito alla vicenda Olivetti, questa mattina è stato chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura Ivrea per 33 indagati su 39. Le richieste sono state formulate nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Ferrando, sulle morti per amianto verificatesi tra i dipendenti della ex Olivetti. Tra i nomi delle richieste di rinvio a giudizio figurano Carlo e Franco De Benedetti, i figli Marco e Rodolfo, Roberto Colaninno e Corrado Passera.

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