Raitre: Vianello farà in tempo a mangiare il panettone?

Andrea Vianello
Andrea Vianello

Si fanno sempre più insistenti le voci sul fatto che Andrea Vianello potrebbe presto essere rimosso dal ruolo di direttore di RaiTre. Complici gli innumerevoli flop e l’evidente incapacità di gestione.

I fallimenti su RaiTre sono così tanti che si fa fatica a starci dietro. Film, programmi, serie tv. Andrea Vianello sembra non azzeccarne una. Eppure non pare preoccuparsene, almeno fino ad oggi. E sembra non gli importi nemmeno che i suoi flop influiscano sul Tg3, che spesso  e volentieri ha raggiunti ottimi risultati in termini di telespettatori e di share.

Ma se lo sarà fatto un esame di coscienza? O è ancora fermo sulla sua posizione di inizio anno quando aveva già sul groppone il fallimento del programma “La guerra dei mondi” di Piero Marrazzo, quello del format calcistico “Maracanà”, l’emorragia di ascolti di “Ballarò”  (ora fermo al 6% di share) e i quattro gatti che seguivano la trasmissione di Concita De Gregorio “Il pane quotidiano”.

Allora Vianello rispose alle critiche con un discutibile «io sono bravo» e a chi gli faceva notare le già numerose défaillance aveva risposto: «giudicarmi solo in base ai numeri è limitante, ancor più se si parla di RaiTre […] a gennaio ho mandato il ricordo di Pippo Fava in prima serata: è andata male, ma lo sapevo. E non mi frega niente».

A quei fiaschi, nel corso dell’anno se ne sono aggiunti tanti altri. Basti ricordare “Questioni di famiglia” (con la presenza ingiustificata di Ilaria Cucchi) che è precipitato al 2,1% di share chiudendo baracca alla seconda puntata. Per non parlare delle scelte bizzarre come la rottamazione di Licia Colò dal suo programma “Alle falde del Kilimangiaro”.

A sostituire il “bravo” Vianello potrebbe essere Silvia Calandrelli, attuale direttore di RaiCultura. Fare peggio di così, di sicuro, non sarà facile.

 

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