I Movimenti per la casa promettono un’altra giornata di violenza per sabato 12

scontri 31 ottobre

Non è bastata la follia dello scorso 31 ottobre, quando da un presidio pacifico dei Movimenti per la casa davanti Montecitorio si staccò un migliaio di manifestanti, diretti verso il luogo dove si stava svolgendo la conferenza Stato-Regioni sull’emergenza casa. Le forze dell’ordine sbarrarono loro la strada in Via del Tritone, e ne nacquero violenti scontri con tanto di sottrazione di manganelli e scudi in danno dei poliziotti. Gli stessi Movimenti annunciano la loro riapparizione per le strade di Roma, in compagnia di sigle e soggetti non proprio propensi al dialogo: centri sociali, anarchici ed il neonato Neet Bloc. Saranno in 20mila, e sfileranno dopo mesi di nervosismo, scanditi da arresti, occupazioni ed assalti a sedi partitiche. E si, perché ai Movimenti, negli ultimi tempi, sembra mancare il terreno sotto i piedi. Da quando i tradizionali schieramenti politici hanno voltato loro le spalle, forse per non rischiare di sporcare la propria immagine mischiandosi con dei facinorosi, hanno visto sfumare le protezioni di cui godevano. Gli arresti di due mesi fa per gli scontri del 31 ottobre, gli sgomberi sempre meno arginati dalla Giunta Marino, scavalcata dalla Procura capitolina, sono chiari segni dello scollamento tra la sinistra e chi manifesta per il diritto alla casa. E la replica, dura, non si è fatta attendere. Il blitz presso la sede dei gruppi consiliari di Pd e Sel del Comune di Roma, con annessa caccia all’uomo e devastazione finale, è suonato come un chiaro avvertimento: o con noi, o contro di noi.
La stessa logica bellicosa fa da sfondo ai proclami del leader dei Blocchi precari metropolitani, Paolo di Vetta. “Se vogliono lo scontro noi siamo pronti”, ha dichiarato in Piazzale di porta Pia, dove ha preannunciato l’assedio ai Ministeri dell’Economia e del Lavoro (già iniziato con un accampamento di tende), il passaggio del corteo su Via Nazionale e la prima contestazione al Governo Renzi ed al suo Piano Casa. Ci sono tutti i presupposti per un altro sabato di passione, quando la rabbia sfilerà per la città.

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