Il Cavaliere e il “dossier Roma” tra la Meloni e Marchini

"dossier Roma" berlusconi
Ansa

Il “dossier Roma” non è ancora arrivato sulla scrivania di Silvio Berlusconi ma alcune indiscrezioni ci dicono che dentro Forza Italia la discussione su chi potrebbe essere il candidato sindaco del centrodestra nel caso di elezioni anticipate è stata avviata.

L’autocandidatura di Giorgia Meloni, annunciata un mese fa, non ha colto di sorpresa il Cavaliere. Nel marasma romano non è peregrina l’idea che lei possa candidarsi alla guida di una città travolta dallo scandalo di Mafia Capitale e dal fallimento della gestione Marino.

Il nome della Meloni è ritenuto credibile e anche potenzialmente vincente, ma a non è piaciuta a nessuno l’azione di forza di un’autocandidatura fatta in un comizio del proprio partito (Fratelli d’Italia), senza condivisione con quegli alleati ai quali poi si dovrà poi chiedere appoggio.

Per la Meloni l’annuncio della candidatura serve ad arginare la crisi del suo partito che, dopo il ritiro di uno dei fondatori (Guido Crosetto), è attraversato da profonde divisioni interne ed oggi costretto ad affrontare l’erosione di pezzi di classe dirigente a vantaggio della Lega, non solo nelle regioni del nord ma anche in quelle del centro (Toscana e persino Lazio). Su Roma pesa come un macigno anche il pesante coinvolgimento nello scandalo di Mafia Capitale di Gianni Alemanno, che proprio la Meloni, ingenuamente, ha voluto dentro Fratelli d’Italia un anno fa.

Eppure, nonostante la crisi del suo progetto politico, la Meloni risulta uno dei leader più apprezzati del centrodestra, seconda solo a Matteo Salvini. Non solo, ma i sondaggi confermano che la pasionaria di destra riesce persino a strappare consensi (seppur limitatissimi) presso l’elettorato di sinistra.

Inoltre a Roma, la sua città, lei è popolarissima e radicata. Nei giorni della rivolta di Tor Sapienza, mentre i cittadini esasperati cacciavano il sindaco Marino e i deputati grillini, solo la Meloni fu portata in trionfo in un quartiere storicamente di sinistra.

Ma tutto questo non basta: Giorgia Meloni ha bisogno che l’intero centrodestra appoggi la sua candidatura e su questo la strada è in salita. Ncd, guidata a Roma dagli ex An di Andrea Augello, ha chiuso un accordo con Alfio Marchini, l’imprenditore che ha già iniziato la sua personale campagna elettorale a suon di manifesti e che è appoggiato da molti poteri forti della città. E anche dentro Forza Italia non sono in pochi a subirne il fascino.

Per questo, Giorgia Meloni dovrà misurare attentamente le sue mosse e per ora non sembra saperlo fare: infatti, il prossimo 10 gennaio ha deciso di partecipare a Roma ad una manifestazione sul futuro del centrodestra, insieme a Raffaele Fitto e Flavio Tosi, proprio i nemici pubblici numero uno di Berlusconi e Salvini; e la cosa non è piaciuta dalle parti di Palazzo Grazioli: non è certo un bel biglietto da visita, per quando domani si dovrà recare dal Cavaliere e dal leader leghista a chiedere di appoggiare la sua candidatura a sindaco di Roma.

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Un Commento

  1. andy said:

    Ma davvero pensate che l’appoggio di FI e dell’NCD siano vincenti? Secondo me sono un abbraccio mortale. Certa gentaglia a noi romani ci fa schifo e se la Meloni ce la vuole fare, deve andare da sola. I poteri forti appoggino anche il palazzinaro cattocomunista, la gente starà con la Meloni. E se perde… Chissenefrega. Avrà perso a testa alta e non sarà costretta a mettere le mani in tutta la merda che c’è

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