Marino: “Pagheremo le aziende coi sampietrini oppure li sposteremo in periferia”

Marino tenta di placare le polemiche sui sampietrini: se le aziende non vorranno essere “pagate” con le pietre allora le sposteranno nelle periferie di Roma.

Il sindaco Ignazio Marino cerca di raddrizzare il tiro sulla questione della “vendita” dei sampietrini annunciata dal suo nuovo assessore Maurizio Pucci poco prima della fine dell’anno. Intervistato dai Rainews24, infatti, ha risposto «assolutamente no» alla domanda se i sampietrini che verranno tolti dalle strade «ad alta percorrenza» di Roma fossero in vendita.

Non si tratta di una vera e propria “vendita”: «I sampietrini rimossi possono rappresentare un valore prezioso da utilizzare come “cambio merce” negli appalti con le aziende incaricate di ripavimentare le strade sia in asfalto che con i sampietrini rimossi» ha spiegato il Campidoglio in una nota.

E Marino chiarisce: «Le zone pedonali non devono esserci solo a via dei Fori Imperiali, ma devono esservi delle aree pedonali anche nelle nostre periferie. E perché non arredarle con quei bellissimi sampietrini che togliamo da via Nazionale dove rappresentano un pericolo per il traffico?». Gli stessi sampietrini che il suo assessore aveva definito “pericolosi per automobilisti, scooteristi e pedoni”, responsabili della formazione di polvere che “crea inquinamento e danneggia i monumenti”.

C’è da chiedersi se  il sindaco Marino sia davvero convinto che un’azienda possa accettare di vedersi pagare i lavori con i blocchetti di pietra lavica che, per quanto ad alto valore storico, non servono comunque a pagare i conti e gli stipendi degli operai.

 

 

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