Viadotto crollato in consegna a marzo 2015. Che fretta c’era?

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L’Anas apre un’inchiesta per accertare le responsabilità della ditta costruttrice (una Coop rossa). L’ingegnere che ha guidato i lavori: «Non c’è stato alcun crollo. Una stupidaggine aver aperto così in fretta».

Un chilometro di asfalto comprendente due viadotti della Palermo-Agrigento, l’arteria più pericolosa della Sicilia, ha ceduto dopo una settimana dall’inaugurazione. Nel Paese dei ritardi perenni fa storcere il naso il fatto che il viadotto fosse stato consegnato con vistoso anticipo. Ora tutti gridano allo scandalo e vanno alla caccia del colpevole.

Il 23 dicembre scorso, il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, aveva salutato l’apertura come un «passo avanti e strategico per l’intera Isola» gongolando nell’annunciare la consegna del viadotto ben tre mesi prima della data prevista dal progetto (ovvero marzo 2015).

Il tratto dove è avvenuta la frana, infatti, era stato aperto in via provvisoria senza collaudo (che viene effettuato solo a completamento di tutta l’opera) ma con una certificazione data dalla stessa impresa che ha realizzato i lavori. Una settimana dopo una carreggiata è sprofondata di quasi un metro mentre l’altra è percorsa da una lunga crepa. Il chilometro interessato da questo crollo rientra nel progetto su un tratto di circa 34 chilometri, che prevede numerose opere per un costo complessivo di oltre 295 milioni di euro.

Il premier Matteo Renzi ieri ha tuonato su Twitter: «Ho chiesto a Anas nome responsabile. Pagherà tutto #finitalafesta». E poi ancora più esplicito su Facebook: «Il viadotto delle Scorciavacche 2, sulla Palermo Agrigento, inaugurato lo scorso 23 dicembre e costato 13 milioni è crollato. Solo per una fortunata coincidenza non si è fatto male nessuno, ma questo non cambia di una virgola le colpe dei colpevoli. È finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre».

«Lo scriverò a Renzi che non c’è stato alcun crollo di viadotto» – precisa l’ingegnere che ha guidato i lavori, Pierfrancesco Paglini –  «Si tratta semplicemente del cedimento del rilevato stradale, non più di 50 metri in prossimità del viadotto che è integro. Un danno di entità limitata, circa 100 mila euro, che stiamo provvedendo a rimettere a posto come peraltro prevede il contratto». E polemizza anche lui: «Semmai la stupidaggine è aver aperto quel chilometro così in fretta in un’area che è ancora di cantiere».

Quello che però non viene sottolineato è che a realizzare i lavori è stata la Bolognetta Scpa, raggruppamento di imprese tra la capofila CMC di Ravenna, Tecnis e CCC, cioè due grandi e notissime Cooperative “rosse” emiliane (Cmc o Cooperativa Muratori e Cementisti,  con sede principale a Ravenna, e CCC o Consorzio Cooperative Costruzioni con quartier generale a Bologna) e una grande azienda privata – Tecnis – registrata a Catania.

 

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