La raccolta di Rai Pubblicità, i magheggi e le balle di Piscopo

Rai Pubblicità
Fabrizio Piscopo ad di Rai Pubblicità

Fabrizio Piscopo, il “genio della lampada” del mercato pubblicitario voluto a tutti i costi da Gubitosi che sta distruggendo sistematicamente la concessionaria di viale Mazzini, non conosce la vergogna.

Pensa di essere riuscito a convincere tutti, in Rai e nel mondo dei media e degli inserzionisti, di aver compiuto un miracolo a chiudere la raccolta 2014 al -1,5 per cento rispetto al 2013. Purtroppo per lui e per il suo protettore Luigi Gubitosi, ci sono cascati solo gli ignoranti e i polli. Vediamo perché.

L’INTERVISTA A PRIMA — In una memorabile (per le bugie) intervista-marchetta fattasi fare da Prima l’estate scorsa, Piscopo provò a fare la prima mano del “gioco delle tre carte” sostenendo che la flessione dei ricavi non era del 20 per cento, ma solo del 4,7, in quanto andava depurata dell’effetto europei di calcio del 2012. Bene, con lo stesso ragionamento, allora la raccolta del 2014 chiude non con il -1,5 ma con almeno il -9 per cento (e addirittura del -15 se si depurassero – ma non sarebbe corretto – proprio tutti i 75 milioni dei mondiali).

MAGLIA NERA — Con il -9 per cento Rai Pubblicità conquista agevolmente e con grande distacco dalla penultima, la “maglia nera” ‎che spetta a chi porta a casa la peggiore performance tra le concessionarie di pubblicita’ in campo televisivo.

L’AFFOLLAMENTO—Ma a dimostrare la spregiudicatezza di Piscopo (e dell’immancabile “compare”, cioè Gubitosi) c’è il dato dell’affollamento degli spot sui canali Rai: se è vero – com’è vero – che oltre alla precedente crescita del 2013, nel 2014 è ulteriormente aumentato del 15 per cento, com’è possibile che il fatturato sia crollato portando un netto di soli 587 milioni (538 con la depurazione dell’effetto mondiali di calcio)? La risposta è molto semplice: è potuto accadere solo grazie alla demenziale politica di sconti al 90 per cento (con punte perfino del 98), che ha distrutto i listini e lo stesso valore sia della pubblicità su Rai che della raccolta complessiva.

CONCLUSIONI — Rai Pubblicità, anche in questi primi giorni di Gennaio fa registrare un aumento di affollamento e un contemporaneo calo di fatturato. È un trend, determinato da una suicida politica commerciale, che esclude possibili margini di miglioramento senza una conseguente diminuzione percentuale degli sconti. Nessun investitore che ha ottenuto il 90-98 per cento nel 2014, accetterà di pagare nel 2015 di più per i propri spot.‎ Perché mai dovrebbe farlo? Per la bella faccia di Gubitosi e Piscopo?

Perché mai dovrebbero dare fiducia ad una coppia di incompetenti come questi due manager che durante quest’ultimo triennio hanno fatto registrare un complessivo oltre -30 per cento nei ricavi della concessionaria e quando se ne andranno lasceranno alle loro spalle solo le macerie dell’ex gloriosa SIPRA, la concessionaria che nel 2010 raccoglieva un miliardo e quest’anno ripartirà dalla metà? Già, perché?

 

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