Trenitalia: ko una macchinetta obliteratrice su due

macchinetta obliteratrice
macchinetta obliteratrice

Dura la vita del pendolare, alle prese con treni affollati e costantemente in ritardo, magari presi dopo la vana ricerca di una macchinetta obliteratrice funzionante.

Da un’inchiesta dell’Adn Kronos emerge la deprimente realtà di un apparecchio su due fuori combattimento, a tutto discapito di chi frequentemente prende il mezzo di trasporto su rotaia.
La colpa, è evidente, è dei vandali che non hanno di meglio da fare che bloccare le macchinette con foglietti di carta e chewing gum, strappando i cavi o addirittura incendiandole. Ma la sua parte la fa anche chi non cura a sufficienza la loro manutenzione, trascurando spesso anche la sostituzione delle cartucce dell’inchiostro necessarie alla stampa per la vidimazione del biglietto.
Sui social network è un continuo di segnalazioni di questo genere di disservizio, che colpisce più frequentemente le stazioni ferroviarie più piccole. Da nord a sud, senza distinzione geografica.
La multa, con il biglietto non timbrato, aspetta al varco il viaggiatore una volta salito sul treno, e si materializza all’apparizione di un controllore.
Trenitalia oppone alle sue mancanze un duplice consiglio, quello di “andare alla prima carrozza, raggiungere il capotreno e farsi segnare il biglietto da lui” o, in alternativa, di fare il biglietto online.
Probabilmente il funzionario prodigo di suggerimenti non è mai salito su un convoglio stipato all’inverosimile di pendolari, dove il semplice movimento delle articolazioni è impedito dai corpi di altri esseri umani. Oppure pretende che la digitalizzazione abbia già coperto, nel giro di pochi anni, tutta la popolazione italiana munita repentinamente di pc e smartphone.
Il concetto che il viaggiatore sia in malafede, e cioè che riutilizzi il biglietto non vidimato, è duro da estirpare, e nemmeno l’atto di scrivere a penna ora, giorno e stazione di partenza serve a volte a dissuadere il controllore di turno dall’elevare una multa salata. Dipende dalla propensione al perdono dei singoli addetti.
Per ovviare a questo vortice di disservizi, disguidi e discrezionalità, non sarebbe il caso di intensificare e rendere più capillare la manutenzione delle macchinette obliteratrici?

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