Di Lorenzo scriveva e Fabiani taceva…

Fabiano Fabiani

“Domandare è lecito, rispondere è cortesia”. Ecco un proverbio che Fabiano Fabiani, già potentissimo presidente di FINMECCANICA ora ridotto a 84 anni a ritardare gli effetti della pensione alla guida dell’APT (l’associazione dei produttori televisivi), non conosce. O fa finta di non conoscere.
Piero Di Lorenzo, l’imprenditore che ha denunciato i tentativi di taglieggiamenti subiti in Rai, gli aveva scritto una lettera accorata il 5 Settembre scorso. Dopo aver riassunto le tappe della vicenda che avevano portato alla cancellazione della LDM da ogni programma o fiction della Rai, l’ex-produttore aveva chiesto la tutela dell’associazione.
“Non capisco per quale motivo –scriveva Di Lorenzo- se denunci un mafioso che chiede il ‘pizzo’ ti danno una medaglia e parte la retorica dell’anticorruzione, mentre se denunci un dirigente Rai corrotto ti ritrovi con l’azienda distrutta… qualcuno mi dica dove ho sbagliato, altrimenti –se la mia condotta è stata corretta e lineare- qualche cialtrone deve pagare”.
Dopo aver sottolineato come nessuno l’avesse mai querelato per le pesanti accuse lanciate, l’imprenditore così proseguiva: “Ritengo che ci siano tutti gli elementi perché l’associazione intervenga e ti chiedo quali iniziative concrete intendi adottare per evitare le vergognose e disgustose conseguenze dell’atteggiamento e del comportamento intollerabile della Direzione Rai”.
A questa lettera, Fabiani rispose con una freddissima mail il 10, cinque giorni più tardi, ma solo per accusare ricevuta e comunicare che avrebbe sottoposto la questione “alla prima riunione di Comitato di Presidenza”.
Punto e fine della storia. Da quel giorno, Di Lorenzo non ha mai più ricevuto altre notizie dall’APT.
Era stato facile profeta, nell’invitare Fabiani a “non sfregiare la tua storia personale adottando un atteggiamento da don Abbondio, come tanti altri protagonisti di questa squallida vicenda”. Pur di non inimicarsi il dg Luigi Gubitosi e la direttora della fiction, Tinni Andreatta, l’ultraottuagenario presidente e gli altri “cuor di leone” dell’Associazione (ribattezzata difatti in Rai Associazione Pijamose Tutto”) hanno provvidenzialmente insabbiato l’imbarazzante denuncia.
Forse anche loro, come Gubitosi, aspettano che prima si pronunci la magistratura. E intanto sono passati otto mesi. Vergogna.

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