“WhatsApp & Co. devono diventare illegali”

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Il primo ministro britannico David Cameron

Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, si parla della possibilità di rendere illegali i mezzi di comunicazione (come WhatsApp e Facebook Messenger) che non possono essere intercettati dai servizi segreti.

Quanto avvenuto in Francia la scorsa settimana ha scioccato il mondo ma, soprattutto, l’Europa che si è scoperta vulnerabile alla follia omicida dei terroristi.

Il premier inglese David Cameron, cavalcando l’onda emotiva della strage di Charlie Hebdo ha affermato: «Gli attacchi di Parigi hanno dimostrato la gravità della minaccia che affrontiamo e la necessità di fornire alle nostre agenzie di intelligence e sicurezza i mezzi per garantire la sicurezza dei cittadini». Il che, tradotto, significa: WhatsApp & Co. devono diventare illegali.

Così, Cameron, in vista delle elezioni di maggio, ha annunciato che, se dovesse essere rieletto, il suo governo metterà al bando tutti quegli strumenti che permettono di comunicare in modo criptato, senza poter essere intercettati dai servizi segreti: il timore (pressoché una certezza) è che vengano utilizzati dai terroristi per organizzare spostamenti e attentati.

Nel mirino finirebbero molte App di messaggistica istantanea come iMessage (300 milioni di utenti), WhatsApp (700 milioni di utenti), Facebook Messenger (500 milioni), Viber (100 milioni) ma anche Snapchat e Telegram.

Cameron chiede un accesso ai dati delle conversazioni in caso di sospetti di attività terroristica, per svolgere attività di prevenzione e fornire informazioni ai servizi di intelligence. La proposta obbligherebbe per legge gli operatori telefonici e i provider internet a raccogliere e conservare alcuni dati degli utenti.

Il discorso di Cameron non è il primo segno di una nuova stretta sul web. Già domenica, infatti, era circolato un invito ai “colossi di internet” perché collaborino con la polizia e i servizi segreti in nome della lotta al terrorismo.

«Siamo stati costretti a rilevare la necessità di una collaborazione maggiore delle società web per garantire che siano loro a riferire e a rimuovere contenuti illegali sui loro domini, soprattutto dichiarazioni apologetiche in difesa di terroristi o che incitano alla violenza e all’odio» ha detto il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve. Sulla stessa linea anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano: «A livello europeo la cooperazione con i colossi del web è fondamentale».

C’è da scommettere che se questa messa al bando dovesse arrivare anche in Italia si solleverebbe una sommossa generale di quanti non possono più fare a meno di scambiarsi centinaia di messaggi al giorno (per questioni più o meno lecite).

«Il primo compito di ogni governo è garantire la sicurezza della nazione e dei cittadini – afferma Cameron – e noi dobbiamo essere sicuri che per i terroristi non esista uno spazio inaccessibile dove comunicare». Sembra che il terrorismo ci stia ponendo di fronte ad una scelta: o il diritto alla privacy o la libertà di parola.

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