L’Europa sui Marò: la giurisdizione è italiana

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Strane evoluzioni nella vicenda dei Marò: l’Europa si sveglia e dà ragione all’Italia, l’India risponde rabbiosa mentre Corrado Passera prova a rilanciarsi nella politica italiana.

Il Parlamento europeo con l’approvazione della risoluzione per il rimpatrio dei nostri marò si è finalmente mosso nella vicenda dei due fucilieri di Marina ufficialmente detenuti in India (con Latorre in Italia per curarsi e pronto a tornare a Nuova Delhi tra tre mesi). Per acclamazione è stata adottato il provvedimento che, per la prima volta con un documento ufficiale, chiede il rimpatrio dei due italiani, il passaggio della vicenda alla giurisdizione italiana o a un arbitraggio internazionale e un netto incoraggiamento all’Alto Rappresentante europeo Federica Mogherini a intraprendere tutte le misure necessarie al raggiungimento di una soluzione equa, rapida e soddisfacente.

A Strasburgo la decisione è stata adottata ad ampissima maggioranza e questa cosa al governo indiano non è proprio andata giù: “Sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato una risoluzione” sulla vicenda dei fucilieri italiani, è quanto ha dichiarato stamattina il portavoce del governo indiano, Syed Akbarrudin.

“Il caso che riguarda i due Marò che hanno ucciso due pescatori indiani – ha proseguito – è all’esame della giustizia, ed è in discussione fra India e Italia. La Corte Suprema Indiana nella sua ordinanza del 14 gennaio 2015, ha concesso tre mesi di estensione della permanenza di Massimiliano Latorre in Italia per motivi di salute, mentre l’altro Fuciliere, Salvatore Girone, risiede nell’ambasciata di Italia a New Delhi”.

Proprio mentre l’Europa decide di entrare in azione per il rimpatrio di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, sul palcoscenico della politica italiana risbuca Corrado Passera che tenta di accreditarsi nell’area del centrodestra.

Passera, ministro dello Sviluppo Economico all’epoca dell’arresto dei due fucilieri, è il protagonista principale della figuraccia diplomatica a livello internazionale di cui si è reso protagonista il nostro Paese. Dopo la decisione di trattenere i nostri connazionali in Italia, venne presa la ridicola decisione di rispedirli in India, proprio su pressione di Passera. Ad accusarlo fu l’allora ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Santagata che ebbe modo di affermare: “Il giorno precedente alla convocazione avevo ricevuto un paio di telefonate nelle quali mi si allertava che un collega di governo si stava agitando freneticamente perché temeva per gli interessi economici in India e riteneva che i due Marò dovessero essere rispediti indietro immediatamente”.

Ora, dunque, Passera si propone come animatore della formazione politica Onda Patriottica. Il patriottismo in un movimento con esponenti come lui, si risolverà giusto in un buco nell’acqua.

 

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2 Commenti

  1. nessuno20 said:

    AI FINI PROCEDURALI TECNICI. IL FATTO E’ AVVENUTO IN ACQUE INTERNAZIONALI- LE ACQUE INT – HANNO UNA REGOLA PER TUTTI GLI STATI.
    Con uno strattagemma , invitati dalla capitaneria di porto Indiana . I due Marò non avendo niente da nascondere e sicuri di aver fatto il proprio dovere ; si dirigono in acque “Nazionali” … Arrestati.!!!
    Non stà a me Giudicare o sbrogliare la matassa . Ma una cosa è certa : Io obbligherei L’india a percorrere il mare internazionale “Infestato” da Pirati e procedere contro di loro .-
    A me appare che vuol dimostrare di essere attiva “perseguendo” a ragione od a torto due Marò “in divisa di uno stato” = Quanti Pirati effettivi con le loro “basi” ha perseguitato.???

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