Ugl, si dimette la Vicaro: “Troppa cattiva politica nel sindacato”

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Maria Antonietta Vicaro, Segretario Nazionale della Federazione Metalmeccanici dell’Ugl, a soli 9 mesi dalla sua elezione, ha deciso di dimettersi dal prestigioso incarico.

L’Ultima Ribattuta, che ha fatto la scelta di seguire più da vicino di altri quotidiani le vicissitudini dell’Ugl, un sindacato in piena crisi “istituzionale” e organizzativa non si può dire che non abbia “pane per i suoi denti”.

È superfluo riepilogare quanto sta avvenendo nel sindacato di via delle Botteghe Oscure in quanto ormai fra risse, denunce penali e/o civili, interventi delle forze di polizia per sedare le “agitate” riunioni”, espulsioni e soprattutto con l’indagine in corso dei Magistrati Romani sul presunto utilizzo improprio dei fondi del sindacato, tutto è di dominio pubblico.

L’ultima novità è rappresentata dalla presa di posizione di Maria Antonietta Vicaro, Segretario Nazionale della Federazione Metalmeccanici dell’Ugl che è destinata a non passare troppo inosservata sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione sindacale.

La Vicaro, eletta al vertice della più importante Federazione di categoria dell’Ugl nell’aprile del 2014, a soli 9 mesi dalla sua elezione al vertice dei metalmeccanici ha deciso di lasciare e dimettersi dal prestigioso incarico.

Fin qui non ci sarebbe niente di anomalo se le motivazioni addotte dalla Vicaro non fossero poi state riportate, dalla stessa, in un Twitter e riprese anche da altre fonti di informazione, in cui la sindacalista afferma: A volte, mentre si cammina, ci si accorge di aver preso la strada sbagliata. E allora si cambia. Senza rinnegare i valori ideali del sindacato. Da noi non ci sono più. Per chi ci crede ancora è importante continuare. Ma bisogna rompere il “cerchio magico” e pochi sono disposti a farlo. Nessuna fuga, ma una presa di coscienza che è uno schiaffo ad un “sistema” che non funziona più. Credo che la libertà sia uno dei valori fondamentali. Io l’ho riconquistata. Le poltrone non sono il mio luogo ideale. Meglio la fabbrica. Buona giornata”.

Una denuncia del clima che ormai si respira all’interno dell’Ugl che non lascia dubbi sulle motivazioni che hanno spinto alle dimissioni la Sindacalista Pontina, notissima e apprezzata specialmente nella provincia di Latina per la sua competenza, serietà ed onesta intellettuale messa sempre al servizio dei lavoratori.

Sarà difficile per l’attuale dirigenza sindacale dell’Ugl sminuire la portata di questa uscita che, come ha detto la Vicaro, non è una fuga e tantomeno un tradimento dei “valori Ideali del sindacato” che, secondo la sindacalista, nell’Ugl “non ci sono più”.

Particolarmente pesante il riferimento al “cerchio magico” e alla necessità di infrangerlo con atti di coraggio che “pochi sono disposti a fare”.

L’ex numero uno dei Metalmeccanici-UGL conclude dicendo di aver riconquistato una libertà preferendo la fabbrica alle poltrone e dando un ulteriore affondo a tutto un sistema che, secondo lei, “non funziona più”.

Le ripercussioni, a questa clamorosa denuncia da parte di una figura di primissimo piano, non tarderanno a venire e già alcuni colleghi della Vicaro la ”accusano” di aver abbandonato senza lottare dall’interno per cambiare le cose.

Certo è che le motivazioni di questa “uscita” lasciano perplessa soprattutto la base che già è disorientata dall’inchiesta della Magistratura in corso e che si interroga, come si evince soprattutto dai “social”, sull’opportunità o meno di versare mensilmente un contributo sindacale senza ricevere in cambio altro se non scandali, diatribe e ritorsioni per chi dissente.

Alla faccia della Democrazia.

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