Rai: Gubitosi sogna di promuovere Nardello al posto di Leone

Giancarlo Leone

Invece di dedicarsi a tempo pieno al salvataggio della concessionaria di pubblicità (vedi l’articolo di ieri), Luigi Gubitosi trama per sostituire Giancarlo Leone alla guida di Rai Uno.

Con chi? Non mettetevi a ridere, ma pensa seriamente di promuovere il suo cameriere personale, Carlo Nardello.
Grazie a Dio, i primi sondaggi con i membri del CdA, hanno avuto esiti inequivocabili: “Non t’azzardare – è stata la reazione della maggioranza – piuttosto pensa a Rai Pubblicità e a trovare un successore a Fabrizio Piscopo, perché quest’altr’anno non ci saranno i ‎milioni di Rai Way. E poi – hanno concluso i consiglieri – ma come ti è venuto in mente di pensare a un personaggio come Nardello?”.
Obiezione fondata, perché se c’è un direttore che riscuote scarsissimo credito in azienda, questi è proprio l’attuale responsabile dello staff del dg. E il perché lo sanno tutti: entrato in azienda e subito arruolato da Deborah Bergamini (che lo portò perfino ad Arcore e ne favorì in ogni modo i primi successi professionali), passò velocemente sotto le bandiere della Margherita non appena Romano Prodi sconfisse il Cav per la seconda volta, nel 2006. Per rinforzarsi ulteriormente, cominciò ad avvicinarsi anche all’Opus Dei (ma senza grandi risultati).
Oggi è talmente fantozzianamente prono a Gubitosi, da essere l’unico del vecchio centro-destra ad essersi riuscito a riciclare senza danni ed epurazioni. Un autentico fenomeno del trasformismo. E questo sarebbe il dirigente meritevole di prendere il posto di un professionista come Leone?
Certo, gli ascolti di Rai Uno non sono brillanti, ma si possono scaricare le responsabilità solo sulle spalle di quello che prima dell’arrivo in azienda di Gubitosi e company era concordemente considerato il miglior dirigente Rai?
Forse, c’è qualcosa che non torna. È da parecchio tempo che Gubitosi tenta di far fuori Leone. Fino ad oggi si era limitato alla “guerra dei nervi” e alla guerriglia.
L’ultimo atto di ostilità è di pochi giorni fa: la nomina di Andrea ‎Fabiano a vice direttore di Rai Uno con delega al ruolo-chiave del palinsesto, dal quale viene defenestrata e degradata ad occuparsi della fiction (incarico da semplice capostruttura) una risorsa di qualità come Roberta Enni. Il bello è che Fabiano si è sempre occupato di marketing e di palinsesto capisce poco. Ma è una creatura di Nardello e lui e Gubitosi l’hanno voluto lì a tutti i costi come cavallo di Troia per la futura occupazione dell’ammiraglia di viale Mazzini.
Ora, al settimo piano, il dg e il suo clan attendono i risultati della seconda puntata del programma della Carrà. Se l’audience scenderà sotto il 15 per cento, non potendolo sospendere (per contratto), sfogheranno le frustrazioni tentando di tornare alla carica contro il povero Leone, eletto ormai a capro espiatorio di ogni insuccesso Rai. La speranza, in un’azienda sempre più allo sbando sotto i colpi all’impazzata che Gubitosi sferra a destra e a manca per cercare di nascondere le incapacità sue e dei suoi “bravi” (in termini manzoniani, eh?), è che il CdA continui a fare muro, bloccando il folle assalto in corso a Rai Uno.
D’alt‎ra parte, in queste ore, Gubitosi ed i suoi famigli devono occuparsi di soffocare con i media l’eco dello schiaffone assestato al dg dalla Commissione di Vigilanza per quanto riguarda quell’altra bella pensata del piano di riorganizzazione dell’informazione modello (solo modello, naturalmente) BBC. In commissione gira un documento che, se approvato martedì 27, stroncherebbe la riforma delle news, cardine del progetto riformatore del Dg.
Tramontata la possibilità di affidare la direzione della Newsroom 2 alla sua “cocca” Monica Maggioni (per il “niet” dell’Usigrai in cambio del via libera al piano), il dg sta cercando una difficile via d’uscita dal ginepraio in cui s’è andato a cacciare. Mission Impossible.
E se davvero alla fine per tutti i vertici scatterà la “prorogatio” fino all’autunno (per l’impossibilitaà da parte del Parlamento di varare entro la primavera la nuova “governance”), c’è davvero da rabbrividire pensando a quanti altri danni potranno provocare in viale Mazzini Gubitosi, Nardello, Piscopo, Esclapon, Picardi, Rossotto etc. etc etc.

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