Francia, per la prima volta alla sbarra produttore di foie gras

foie gras
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Tutto è nato dalla diffusione di un video sui metodi con cui le oche vengono sottoposte ad alimentazione forzata per ottenere il foie gras.

Un aderente all’associazione animalista L214 aveva carpito nel novembre del 2013 le immagini in un allevamento in Vandea. Nel filmato, pubblicato successivamente in rete, venivano denunciate le drammatiche e disumane condizioni in cui vivevano le oche recluse nell’azienda collegata alla Ernest Soulard, ditta che rifornisce i più quotati ristoranti di Parigi.

Dopo la diffusione del video, alcuni rinomati chef avevano preso la decisione di “tagliare” dalla lista dei loro fornitori la Soulard. Tra loro, il celebre Gordon Ramsay, che non spicca davvero per sensibilità animalista.
Il responsabile dell’allevamento era stato poi denunciato per “abuso grave e crudeltà” dalla stessa associazione animalista ed è comparso pochi giorni fa davanti al Tribunale Penale di La Roche-sur-Yon.
Gli è stato contestato di tenere gli animali chiusi in striminzite gabbie individuali, senza la possibilità di muoversi per tutta la vita e sottoposti al famigerato “gavage”, l’alimentazione forzata che espande ed ingrassa il loro fegato.

Dal canto suo, l’azienda Soulard ha respinto ogni accusa ed addebito, insinuando il fiacco dubbio che le immagini non siano state girate in una delle sue fattorie di riferimento.
Ma questo lo sapremo tra due mesi, esattamente il 19 marzo, giorno della sentenza. Il rischio per l’allevatore di beccarsi una multa da 30 mila euro ed una condanna a due anni di carcere, non è un’ipotesi così remota.

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