Allarme ebola: Sicilia sotto controllo, ma cresce la paura in Europa

sbarchi accoglienza

La Marina militare e le Capitanerie di porto si stanno armando contro l’allarme ebola e tubercolosi. Alcune circolari del ministero della Salute conterrebbero le misure per contrastare la diffusione del virus che causa la febbre emorragica.

Dopo i primi focolai in Guinea, l’epidemia ha coinvolto successivamente anche i paesi limitrofi come Liberia, Sierra Leone e Mali. Proprio a seguito dei decessi avvenuti in Africa, nelle scorse settimane, l’Oms ha deciso di far scattare il codice rosso negli aeroporti europei. Sotto sorveglianza, in particolar modo, sono gli scali con i principali voli con l’Africa come Madrid, Parigi, Bruxelles, Lisbona e Francoforte. Le misure del ministero riguardano principalmente i punti d’ingresso internazionali e quindi, oltre agli aeroporti, anche le frontiere e i porti. L’attenzione maggiore, ovviamente, è puntata sui punti di sbarco e di approdo delle navi che arrivano dall’Africa. Proprio sulle imbarcazioni sarebbero carenti, o del tutto assenti, i controlli decisivi a scongiurare il pericolo del contagio. Inoltre, come ha sottolineato il Giornale, l’unico materiale in dotazione agli addetti alle operazioni di recupero e accoglienza sono solo i guanti di lattice e le mascherine.

Davvero poco per tutelarsi da malattie di questo tipo. Eppure, dal ministero della Salute smentiscono l’esistenza di casi fra i migranti che raggiungono Lampedusa: “Non ci sono casi di ebola in Sicilia”, hanno dichiarato da Lungotevere Ripa. A confermare le parole del ministero sono arrivate le dichiarazioni di Antonio Candela, direttore generale dell’Asp di Palermo, che ha competenza su Lampedusa: “Dopo accurati controlli, escludiamo categoricamente che al momento siano stati riscontrati casi di Ebola: nessun allarme Ebola né a Lampedusa, né nell’Agrigentino”.

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