La triste storia di Cabañas: da calciatore a panettiere

Salvador Cabañas
Salvador Cabañas

Ve lo ricordate il calciatore Salvador Cabañas? Di primo impatto, forse, no. Ma tutti sicuramente ricollegheranno il suo nome ad una vicenda: quella di un giocatore paraguaiano che, una notte, venne raggiunto in un locale da un colpo di pistola, nel tentativo di una rapina. Quel ragazzo era (ed è ancora fortunatamente) proprio Salvador Cabañas e la sua storia, raccontata dal “Corriere della Sera”, non è certamente una di quelle che finisce bene, a lieto fine.

È la notte del 24 gennaio del 2010, il giocatore del club America, miglior realizzatore della Copa Libertadores e una valanga di gol anche con la maglia della Nazionale paraguaiana, si trova in un noto locale a Città del Messico. Ad un certo punto, entra un gruppo di narcos, per tentare una rapina; parte un colpo di pistola che lo colpisce in pieno, alla testa. I banditi fuggono e Cabanas viene trasportato d’urgenza in ospedale. Le sue condizioni sono critiche, la pallottola gli si conficca alla tempia e medici decidono di non intervenire perché troppo rischioso estrarla. La buona notizia è che il giocatore riesce a salvarsi miracolosamente, quella cattiva segna la fine della sua carriera. Dopo una lunga riabilitazione il centravanti prova anche a tornare in campo, nella serie cadetta del Paraguay. Ma ormai il suo fisico non lo supporta più e nel 2012 decide di appendere gli scarpini al chiodo.

Ma non è finita, la moglie, alleata con un suo “vecchio amico” e un avvocato, trama alle sue spalle e, mentre è ricoverato in clinica, riesce a prosciugargli tutte le sue ricchezze, tra cui un palazzo a Asunción, valutato 5 milioni di dollari.

Fine dei sogni di gloria. Salvador Cabañas rinizia la sua vita da zero e adesso fa il panettiere a Itauguà, seguendo così le orme della sua famiglia. Continua però a sorridere e non si lamenta. “La gente mi riconosce per strada e comincia a parlare di calcio. Sto cercando di recuperare e la fede mi aiuta”.

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