Il figlio di Mattarella? Lavora per la Madia (a 125 mila euro l’anno)

Bernardo Giorgio Mattarella

Il figlio del neo presidente della Repubblica si chiama Bernardo Giorgio Mattarella, ha 47 anni e un curriculum di alto livello. Un profilo così autorevole da meritare un ruolo di tutto rispetto all’interno del governo Renzi: infatti è capo dell’ufficio legislativo del dipartimento della Funzione pubblica, in diretta collaborazione con il ministro Marianna Madia.

Una posizione che ricopre a pieno titolo, giacché il suo è un profilo di tutto rispetto: insieme al giuslavorista Pietro Ichino, nel 2006, durante il governo Prodi, elaborò il ddl per l’istituzione di un’Authority per la valutazione del lavoro dei dipendenti pubblici. Lavoro che (chissà come mai) non vide mai la luce.

Anche Renato Brunetta si fregiò della sua collaborazione come esperto designato per l’attuazione della “Riforma Brunetta”, ma anche per lo studio sull’azione collettiva nei confronti della pubblica amministrazione (nel 2008) e per la predisposizione di una Carta dei doveri della Pubblica amministrazione nell’era digitale e dei rapporti tra la pubblica amministrazione ed i cittadini (nel 2009).

Una risorsa preziosa. Da 125mila euro l’anno lordi.

Ma non storcete il naso, perché pare siano meritatissimi: è un uomo competente e preparato (vincitore di premi e borse di studio, relatore in oltre 150 convegni scientifici, autore di oltre 300 pubblicazioni, consulente di importanti enti pubblici e privati). Un genio del diritto amministrativo. La persona ideale per la Madia alle prese con la riforma della Pubblica amministrazione.

E poi il professor Mattarella, per svolgere questo ruolo strategico accanto all’ancora giovane e dunque inesperta ministra, si è messo in aspettativa dai suoi incarichi di professore universitario. Spulciando nel curriculum (un appunto: esteticamente è un po’ bruttino e non in formato europeo) è tutto un susseguirsi di ruoli prestigiosi: professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università degli studi di Siena; docente della Scuola superiore della pubblica amministrazione, di Roma; professore di diritto amministrativo alla Luiss “Guido Carli”; condirettore del master in Management e politiche delle amministrazioni pubbliche della Luiss “Guido Carli” e della Scuola superiore della pubblica amministrazione.

Quindi, tenete a freno le malelingue, non è un accumulatore seriale di incarichi e maxi stipendi.

Sul suo curriculum vitae, c’è però anche scritto che è componente del comitato scientifico di Astrid, fondata nel 2001 da Franco Bassanini con l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato (insieme al quale il padre si è giocato la corsa al Colle) e che è una sorta di “think tank” (parola tanto cara alla sinistra) nel quale si raggruppano le menti pensanti delle istituzioni e dell’amministrazione di area di centrosinistra, appunto, tra i quali svariati ex-ministri dei governi Amato, Ciampi, Dini, Prodi e D’Alema. Tanto per fare qualche nome, troviamo Giulio Napolitano (figlio dell’ormai ex presidente della Repubblica), Tiziano Treu, Stefano Rodotà, Giovanni Maria Flick, Luisa Torchia, l’ex presidente della Consulta Valerio Onida.

Sicuramente Mattarella junior ha tutte le carte in regola per occupare il posto gli è stato dato. Speriamo solo che adesso che è ufficialmente un “figlio di” non si monti la testa. E mantenga il low profile del padre.

 

 

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